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Mappa
dei Soci
MEMBRI
DEL DIRETTIVO
NAZARENO BETTI
Presidente
Sindaco di Piandiscò
www.comune.pian-di-sco.ar.it
GIUSEPPINA AMODEI
Vicepresidente - Nominata da Peter Russell
STEFANIA BARDI
Collaboratrice culturale letteraria
LORETTA
CECCHERINI BOLDI
Collaboratrice
culturale - arti visive
LIA
ERMINI MOLINARI
Segretaria
VERA FRANCI RIGGIO
Collaboratrice
culturale letteraria
ILVA
GIANNELLINI
Tesoriera
LUCIANA INNOCENTI
Membro nominato dal Sindaco
FIAMMETTA
SORDI
Responsabile ufficio stampa
SOCI
AD HONOREM
SAURO ALBISANI
Scrittore, regista e drammaturgo
Nato
a Ronta del Mugello nel 1956. Assistente alla regia di Orazio
Costa Giovangiglio, ha scritto drammi di ispirazione religiosa
tra cui Campo del Sangue (Vallecchi, 1987); Il Santo
Inganno (M.M. editore, Pavia 1996); Il Roveto Ardente (Firenze 2003). Ha pubblicato saggi sulla poesia, vinto numerosi
premi letterari e le sue poesie sono apparse nelle più
prestigiose antologie e riviste letterarie tra cui Pagine,
Origini, Polimnia.
Poeta e regista, gestisce il Teatro Borsi di Prato
(da)
Soliloqui
Dura
un istante la blanda tristezza
per
cui tu freni e torni indietro, dove
credi
di ritrovare la farfalla
che
ha impresso, lieve, sopra il parabrezza
della
tua moto una linea gialla,
urtando,
interrompendo la grafia
del
suo volo: e tu indaghi tra i rifiuti
del
ciglio, inutilmente: Vedi, è stata,
a
salvarla, quella leggerezza,
che
la sospende sopra la tua testa
tra
gemme del medesimo colore:
invisibile,
lei, per troppa luce
GIOVANNA BEMPORAD
Scrittrice
Una
delle più grandi poetesse contemporanee. Ferrarese,
vive a Roma. Fin dagli esordi alterna alla traduzione di autori
classici e moderni il proprio lavoro creativo raccolto nel
volume Esercizi, riproposto da Garzanti nel 1980. Tra
i suoi più alti risultati, la traduzione dell'Odissea di Omero, la cui stesura definitiva pubblicata più
volte le ha valso il premio nazionale per traduzioni letterarie
istituito dal Ministero dei Beni Culturali.
(da)
Esercizi
Nasce
la luna come rossa aurora
pienamente;
rischiara illimitate
fissità
d'ombre e alberi e campagne,
pura,
dai globi elettrici respinta,
questa
accorata solitaria. E sale
bianchissima,
tra azzurre trasparenze,
l'arco
del cielo, ritessendo il velo
delle
illusioni lacerato in terra.
Nella
sua grande luce meridiana
timidamente
in me stanca rinasce
l'ingannevole
attesa di un prodigio
ALFONSO CARUSO
Provveditore agli Studi
Amico intimo del Poeta Peter Russell.
Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Napoli, è attualmente dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo e dell'ufficio V dell'Ufficio Scolastico Regionale di Firenze.
Collabora con riviste scolastiche e molto spesso con il "Corriere di Arezzo" e "La Nazione", attraverso interviste in cui si richiede la sua opinione sui problemi scolastici più attuali.
collabora con l'Amministrazione centrale e in più occasioni è invitato da Ministero per partecipare a gruppi di lavoro. Gli è stata affidata la rubrica scolastica per conto di una emittente televisiva e l'incarico di gestire la rubrica "Scuola e Costume" dalla editrice "La Scuola" di Brescia per la rivista "Scuola e Didattica".
Ha dato impulso alle politiche giovanili nel territorio dando vita alla "Consulta degli studenti", che è tra le più attivee presente nella realtà scolastica. Ha promosso la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica istituendo la "Consulta Provinciale dei genitori" e la "Giornata della scuola", giunta alla quinta edizione: un avvenimento importante che ha visto l'intervento di personaggi quali ll'onorevole Nicola mancino e l'on. Pier Luigi Vigna.
Si sottolinea l'importante iniziativa assunta, unitamente all'Amministrazione Provinciale e alla Biblioteca Comunale di Arezzo, per la costituzione, presso l'Istituto Tecnico per Geometri di Arezzo, di una moderna Biblioteca aperta alla cittadinanza anche nelle ore serali.
Numerose le iniziative per aiutare il Poeta Russell: presentazione di libri, organizzazione di convegni, incontri con studenti, interventi nelle TV locali.
ELISABETTA
CORAINI
Attrice
www.elisabettacoraini.com
MAURO DE CASTELLI
Scrittore e traduttore.
Ha tradotto l'opera Quintilius di Peter Russell
Nato nel 1970 a Bra, dopo gli studî universitarî a Torino, di Filologia Germanica e di Anglistica, e un corso di perfezionamento in Antropologia Culturale, si è dedicato all’insegnamento, alla traduzione di testi letterari e filosofici, oltre che di archeologia greca e latina, e alla collaborazione con alcuni settimanali della città di Alba, dove risiede. La cerchia dei suoi interessi si esplica in tre principali settori: la poesia, la prosa narrativa e critica, e la traduzione. Al primo àmbito appartengono due sillogi poetiche: OLTRE LA TENDA RADIOSA (2000) e TERRESTRI DISSONANZE – per sorgenti, ombre, acque... (2002), e numerosi altri versi pubblicati su riviste ed antologie. Per quanto concerne la prosa, alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista La Clessidra e sul trimestrale Le Colline di Pavese; mentre sul versante della critica letteraria, nel 2000 vede la luce un breve studio intitolato MEDITAZIONE INTORNO A In Hora Mortis di Thomas Bernhard, strettamente legato alla sua tesi di laurea: ETICA ED ESTETICA IN TH. BERNHARD E NELLA CULTURA AUSTRIACA DI INIZIO SECOLO (1994); nel 2004, il saggio LA LENTA GIOIA DELLA PAROLA POETICA, che figura nell’opera omnia L. GELLI POETA EUROPEO; e, nel 2006, la postfazione – dal titolo RIMANE IL VERDE INESPLORATO – all’opera di M. T. Liuzzo L’OMBRA NON SUPERA LA LUCE. È traduttore di Th. Bernhard – IN HORA MORTIS (La Clessidra, 2000); I PAZZI-I DETENUTI – e, per amicizia e riconoscimento, ha fatto una versione delle ELEGIE DI QUINTILIUS del grande poeta inglese Peter Russell, cui, nel 2002, indirizzava un’epistola ‘filosofica’: LETTERA A PETER RUSSELL (Pomezia Notizie). Appartengono alla prosa critica e alla traduzione i contributi comparsi – a partire dall’ottobre 2003 – nella rivista Le Muse, su autori antichi e contemporanei: Slataper, Hebbel, J. Kochanowski, Abraham a Sancta Clara, B. Gracián, H.-Fr. Amiel, A. Mombert, G. Kolmar, Lichtenberg, Bellman, M. T. Liuzzo, I. Madách, Hadewijch per non citare che gli autori più assiduamente frequentati. Ha ricevuto riconoscimenti per le opere in versi e, per la traduzione, un attestato dell’American Bibliographical Institute, anno 2003.
FRANCO LOI
Poeta
Uno dei maggiori poeti dialettali d'Italia.
Ha pubblicato numerose raccolte di poesia con editori prestigiosi
Nato a Genova nel 1930, ha pubblicato circa venti raccolte di poesia in dialetto milanese, diversi racconti e numerosi saggi. Tra le opere, pubblicate dai più prestigiosi editori italiani: Stòlegh (1975); Teater (1978), Liber (1988), Amur del temp (1999). E' presente nelle antologie più importanti ed è tradotto in numerose lingue.
(da)
Penso il domani
Camminare
con l'ombra è necessario
come
il respiro il corpo e la notte
al
fioco della luce, alla canzone
il
greve delle note o della voce...
Ombra
mia cara della vita, il peso,
questa
stupidità che ci consola
come
degli occhi il sonno nell'attesa
o
l'aria tra il pensare va leggera
LUCIANO LUISI
Nato a Livorno, vive a Roma dove si è affermato come
giornalista culturale alla televisione. Tra le sue numerose
pubblicazioni di narrativa, poesia e saggistica ricordiamo: Racconto ed altri versi (Guanda 1949); Un pugno
di tempo (Guanda 1967); La sapienza del cuore
(Rusconi 1986), Le mani nel sacco (Romanzo,
camunia) Ha tradotto poesie d'amore di tutte le letteratuire
in Luna d'amore (Newton Compton 1989 - 1994); Il
Silenzio (Book 1998)
E'
presente in numerose antologie e riviste letterarie. Ha ottenuto
prestigiosi riconoscimenti ed è tradotto in molte lingue.
(da) Il silenzio
sentirò forse voi
in
quel puro silenzio, e ascolterò
musica
che si perde
qui
nel chiasso del mondo, e capirò
d'altre
parole il senso. (quelle mie che mi davano
felicità
e sgomento, cancellate
come
aquiloni dal vento).
Confuso
in
quella luce accecante ridestato
le
saprò riconoscere
quelle
mie voci amate
che
non hanno mai smesso di parlarmi
DANTE MAFFIA
Scrittore
Scrittore
tra i più importanti nel panorama letterario contemporaneo.
Calabrese di origine vive a Roma.
Come poeta fu segnalato, agli esordi, da Aldo Palazzeschi,
che ha firmato la prefazione al suo primo volume, e da Leonardo
Sciascia che, con Dario Bellezza, ritiene Maffìa uno
dei maggiori poeti italiani, uno dei più felici
poeti dellItalia moderna( Dario Bellezza), dopo
Luzi il più grande poeta vivente italiano tradotto
in tutto il mondo (Maria Marcone).
(da)
La Biblioteca di Alessandria
CONTROCANTO
Non
hanno una collina su cui dormire,
né
una lapide. O una tomba su cui riposare.
non
chiedete perciò dove sono.
Adesso
sono qui, domani all'altro polo.
Quelli
che assistettero al rogo si sono suiocidati;
quelli
che erano già morti sono morti daccapo.
Nel
cuore del giorno si aprì un diluviare
di
fiamme e scardinò le porte. In un lampo
morirono
tutti, custodi e lettori;
carbonizzati
i topi, i lepismi, i ragni.
Non
chiedere perciò dove sono.
Nel
fondo dei mari le sirene piangono.
FABRIZIO
PORTALUPI
Regista e fotografo
www.fabrizioportalupi.com
MARIA LUISA SPAZIANI
Scrittrice
Una delle più note poetesse contemporanee
Nata a Torino nel 1924, poetessa e traduttrice, autrice di racconti e testi teatrali e di saggi dedicati alla letteratura francese di cui è stata ordinaria presso l'università di Messina. Tra le sue opere maggiori ricordiamo I fasti dell'ortica (1996) e La traversata dell'oasi (Mondadori 2002). Ha fondato il Centro Montale ed è stata presidente del Premio Montale fino al 2003.
E' presente nelle più prestigiose riviste letterarie italiane e straniere, in riviste letterarie; è tradotta in numerose lingue.
NON SAPREMO IL MISTERO
Sale
la voce angelica dell'acqua
dalla sorgente sotterranea. Brilla
nella
foresta il filamento timido
che
sarà fiume un giorno.
Sacralità
segreta di ogni inizio,
impercepita
musica. Quel fiume
ricordi
un giorno come è cominciata
la
corsa, la promessa mantenuta
SOCI
GIUSEPPINA
AMODEI
Ha pubblicato testi di Pedagogia e Didattica, narrativa, poesia e teatro. Amante delle "contaminazioni" artistiche, spesso collabora con artisti di musica contemporanea, arti visive e teatro.
www.giuseppinaamodei.com
info@giuseppinaamodei.com
info@paideia.it
(da)
Femina Fera
(Electa
Mondadori, 2006, con immagini di Fabrizio Portalupi e pose
di Elisabetta Coraini)
Il
narciso di me più non mi chiama
né
m'innamora
Taglio
il
logos abusato arbitrario scontato
rovino
fino al fondo
dove
tutto si sfiora e si scombina
Ascolti?
La
mia parola
adesso
assume
nuova forma
e la memoria
attende
nuovi spazi
Cosa ne sanno
-
loro -
di
questo mio sentire
credono
forse che soltanto l'uomo
sia
capace di intendere
parlare?
So
contare le sillabe
la
fiaba
è
poesia che mi appartiene ancora...
STEFANIA BARDI
Nata
a Firenze dove vive e insegna. Si occupa di storia e di iconografia
e da molti anni collabora con la Biblioteca Riccardiana di
firenze alla realizzazione di un progetto sulla Storia del
libro antico per i ragazzi delle Scuole Medie e Superiori.
Ha collaborato alla realizzazione della mostra Un Gregorio
ritrovato... sotto le righe per la parte riguardante la didattica
e la collaborazione con le scuole.
Ha
pubblicato il saggio Tesori di ricette, Giardini di segreti,
all'interno dell'opera Alambicchi di parole (Polistampa,
Firenze 1999). Ha pubblicato il testo di didattica Semplice@Mente
(Paideia, Firenze 2006).
E'
stata segnalata al Premio Iris di Firenze 2006.
IL POZZO
Da
sempre aspetto, fuori le battaglie.
Muove
la ruota immobile il suo giro
da
estati a estati.
Troppi
nomi ho avuto
io
che mai ebbi un nome,
troppe
forme,
io
che forma non ho.
Troppe
intenzioni,
io,
per il quale
l'essere,
solo, è l'eterno volere.
Da
sempre aspetto: insicuro equilibrio,
luce
ad ombra ad altra luce:
l'umida
carezza
sosterrà
i passi di chi cerca,
di
chi cercando trova
e
trovando si appaga della richiesta.
Ora,
o non ora, bagnati le mani,
lava
i tuoi occhi ed essi si apriranno;
sono
io lo specchio di ogni tempo,
in
me l'eterna, l'unica risposta.
Il
raggio del solstizio
l'altra
luna
benedirà
la tua ricerca
e
quando, e se, risalirai le scale
avrai
scelto, o non scelto.
SENZA TITOLO
Non
voglio la tua pace,
vessillo
universale, benedetto,
gadget
colorato di vittoria,
sanguinante
ottimismo che si versa
in
bicchieri di plastica.
Io
voglio
tante
piccole paci inosservate.
Come
lo sguardo di una donna nera
che
sorridendo con garbo accarezza
un
cucciolo spaurito.
"Ha
gli occhi di un bambino".
Rassegnata
cadenza, servi passi:
muta
la folla dietro lei si chiude.
Non
potrai mai dire:
nulla
ti devo.
Sul comune altare
questa
pace sommessa,
schiva,
antica,
questa
è il suo dono.
RITA BIANCALANI
Nata
a Prato, dove vive. Dalla fine degli anni '70 è stata
presente nel Movimento delle donne con il lavoro del Consultorio
autogestito e nel collettivo Femminista di Prato. Tra le fondatrici
dell'Associazione "Spazio Donna in Toscana", ne
è diventata presidente nel 1988. Ha organizzato seminari
di riflessione e di scrittura, tenuti principalmente da Gabriella
Fiori. Ha realizzato numerose iniziative sul libro La Nara,
una donna dentro la storia di Maricla Boggio, tra le quali:
presentazioni, seminari, lezioni nelle Scuole Superiori di
Prato. In collaborazione con Maria Ester Mastrogiovanni ha
pubblicato il saggio Il dolce Acuto Mare Dello
Scrivere (Paideia, firenze, 2004).
(da)
Il dolce acuto mare dello scrivere
Mi
abbandono e scivolo al centro del petto. Trovo una celletta
cubica e oscura: la casa della bambina. Da poco tempo ho scoperto
che la stavo cercando, che avevo biisogno di lei e desideravo
averla accanto... Devo essere cauta e molto attenta: più
volte ho rischiato di ferirla mortalmente...
Un
alito di vita di nuovo ha rischiarato la bambina quando trepidante
mi ha confessato che per anni l'unica compagnia è stato
il battito del cuore che lì vicino pulsava. E se i
rintocchi si facevano più forti e più frequenti,
lei ne approfittava per uscire indisturbata, guardare in giro,
sgranchirsi le gambe, raccogliere e dare colore e un po' di
luce attorno. Erano eventi davvero eccezionali: lei li chiamava
i momenti dell'amore.
GRAZIELLA
BINDOCCI
SILVANA BONDI
PAOLO
BUTTI
Nato
nel 1949 a Figline Valdarno (Firenze) dove tuttora vive. Si
è laureato in Materie letterarie presso l'Ateneo fiorentino,
discutendo una tesi in Lingua e letteratura italiana, da cui
il saggio Fonti ed elaborazione delle fonti nella "Coltivazione"
dell'Alamanni (in "Misure Critiche", anno XI,
fascicolo 40-41, luglio-dicembre 1981, Napoli, Fratelli Conte).
Sempre a Firenze ha frequentato un corso di lessicografia,
tenuto da Carlo Passerini Tosi all'Accademia della Crusca,
e un corso di perfezionamento “post lauream" presso
la Facoltà di Economia e Commercio. Ha insegnato all'Istituto
“Marsilio Ficino" di Figline Valdarno (Firenze);
da lì è poi passato all'I.T.I.S. “Galileo
Ferraris" di San Giovanni Valdarno (Arezzo), Istituto
dove attualmente insegna. Agli anni universitari, alle
lezioni di maestri come Sergio Romagnoli e Piero Bigongiari
risale la sua passione per la poesia, da cui il libro Il
sogno e la speranza, con un pensiero di Mario Luzi e
prefazione di Ernestina Pellegrini, prima edizione Firenze,
Città di Vita, 2003; seconda edizione, Firenze, Polistampa,
2004 (Opera finalista alla XXII edizione del “Premio
Firenze" 2004, seconda classificata alla XII edizione
del Premio “Versilia" 2005, finalista alla XV edizione
del “Premio Letterario Giusti" 2005). Ha pubblicato
anche scritti di storia locale e “La coltivazione"
di Luigi Alemanni: genesi, fonti, obiettivi (in “Memorie
Valdarnesi", anno CLXIX, serie VIII, fascicolo 2, 2004,
Montevarchi - Arezzo, Accademia Valdarnese del Poggio).
(da)
Il Sogno e la Speranza
Un
pensiero di Mario Luzi
Vedo
come questi versi sono educati (effetto di buoni studi, di
amore per la migliore tradizione moderna che ha elaborato
l'antica) e capaci di definire con precisione concetti e situazioni.
Versi che fanno onore a chi li ha scritti.
(dalla)
Prefazione di Ernestina Pellegrini
Credo
che ci si debba avvicinare a questo libro di poesie, che sembra
appartenere a un altro tempo rispetto alla nostra epoca rumorosa
e feroce, più con ignoranza che con sapere letterario...
Rapimento
della pienezza, certezza del compimento, tranquilla accoglienza
del destino, affetti e dialoghi con gli scomparsi, sono di
volta in volta al centro di questo nastro poetico di quasi
cento componimenti, un nastro esistenziale che si è
svolto nell'arco di almeno trent'anni: il tempo della speranza
e della nostalgia.
Caro
Butti,
Le
sono grato del prezioso dono della Sua poesia: ho subito letto
la raccolta con partecipazione e ammirazione per la profonda
e pudica religiosità e per le lezioni luminose, fervide,
giocose e un poco inquiete della vita. Le sezioni da Al Padre
sono bellissime: per il loro tramite molto ho contemplato
e imparato, così ottenendo quiete e conforto.
Con
molti affettuosi auguri e saluti.
Giorgio
Bàrberi Squarotti
QUANDO SU QUESTI GIORNI
Quando
su questi giorni
che
sono tuoi e miei
il
velo scenderà
furtivo
e
sempre più
li
cercherò lontano,
tu
dolce mi sarai
lucerna
alla memoria;
ad
uno ad uno avranno
ancora
la
tua luce.
NON SO LA GIOIA CERTO ILLUMINATA
A
Carla
Non
so la gioia certo illuminata
di
cui risplendi nelle braccia il Padre,
già
qui sapevi al bene di ogni giorno,
al
bene mio fiorire
ed
eri lieta ed altro non chiedevi;
non
so, troppo travalica il pensiero,
com'è
di luce l'esser tuo nel cielo,
ne
aveva un tempo forse una scintilla
e
come un sole l'anima schiariva;
non
so, troppo trascende,
l'amor
perfetto di cui sei a parte...
Eppure
è bello al cuore immaginar
che
tu dall'infinito
ov'ha
la vita pieno compimento
domandi
di tornar un solo istante,
magari
tra i profumi irripetuti
e
i palpiti segreti delle fiabe
ancora
mie e tue,
ed
aspettare ch'io ti venga incontro
e
rinnovarmi d'un sorriso il dono.
LORETTA
CECCHERINI BOLDI
Nata
a Reggello, vive a Figline Valdarno. Pittrice, svolge la propria
attività nel suo Atelier "Artemisia "a Pian
di Scò dove, oltre che dipingere, progetta corsi di
pittura,
Ha
partecipato a numerose mostre personali e collettive.

LIA
ERMINI MOLINARI
Nata a Incisa in Val d'Arno (FI) dove risiede. Diplomata
in Ragioneria, ex funzionario di un Ente Pubblico. Dotata
di una particolare voce di soprano, ha studiato canto con
il maestro O. Tommasini di Firenze, ha fatto parte, anche
come solista, del coro della chiesa di S. Francesco a Figline
Val d'Arno. Nel 1991 ha partecipato ad un corso di canto tenuto
dalla docente del Conservatorio di Firenze, Liliana Poli (sua
insegnante privata per tre anni), nel seminario internazionale
“Master Classes" organizzato dalla Scuola
Civica Musicale della Città di Vasto (Chieti). In seguito
è stata allieva della soprano Keiko Schigethò
e della soprano Monica Baglioni, di S. Giovanni Val d'Arno,
tuttora sua insegnante. Dal 1994 presta la sua voce
nella Schola Cantorum di Incisa in Val d'Arno, all'interno
dell'Associazione Culturale “Carmen Campori" della
quale è anche socia fondatrice. Nel 1996 ha pubblicato
una piccola raccolta di poesie nella collana “Nuovi
Spazi “ Edizioni Cartaverde dal titolo “ Tanti
Momenti" premiato nel 1998 al 12° Concorso
Letterario Internazionale “ Giovanni Gronchi" indetto
dal Circolo Culturale Identità di Pontedera (PI).
Gentile
Signora
Ho trovato il tempo per leggere i Suoi scritti che
ho assaporato con crescente interesse.
La ricerca affannosa di un'intesa, il desiderio
struggente di capire e di essere capiti è
il motivo
ricorrente che emerge da ogni sua parola.
Le considerazioni e gli sfoghi non sono soltanto
circoscritti al suo abitat, ma trovano riscontro
in
gran parte dell'umanità. Non si tratta quindi
di pen-
sieri “privati" perché molti,
moltissimi, vi si possono
riconoscere.
Le sono grato per avermi dato l'occasione
di una
lettura così intensa e profonda e, nello stesso
tempo,
semplice ed immediata.
Si abbia molti cordiali saluti.
Guido D'Anna
(Editore in Firenze)
Lia
Ermini ha recentemente pubblicato una raccolta di versi “Tanti
Momenti"(Guido D'Dnna Editore) e l'ha dedicata al figlio:
Per mio figlio non voglio essere una sconosciuta". Per
lei dunque la poesia proviene dalla necessità di comunicare,
comunicare nel profondo e nella completezza in un contesto
non più viziati dall'inquinamento semantico di cui
la nostra società, il nostro tempo, è ormai
vittima e artefice.
C'è una poesia che mi è risultata appena letta
particolarmente significativa ed è “Nascere,
vivere, morire": “ In un momento del giorno/guarda
la volta del cielo./ Fai poi scorrere lo sguardo/ sulla linea
che le montagne/tracciano nel cielo./ E ancora sulle dolci
colline/ e sugli effetti donati dal sole./ Raggiungi poi gli
sparsi caseggiati/ e infine il grande centro abitato".
Sembra qui di vedere un antico calligrafo cinese che dipinge
coi tratti rapidi del proprio pennellagli ideogrammi principali
della vita e dell'universo; ; il cielo, le montagne, il sole
e infine gli uomini, i mortali. Cos'altro c'è di più
elementare e insieme di più fondamentale?
Lia Ermini è riuscita a semplificare al massimo, in
una sintesi di estrema chiarezza, oltre l'ermetismo, oltre
il soggettivismo. Prendiamo poi la brevissima “Anche
una pietra geme/ e, un raggio di sole/ la rende
d'argento": è un vero e proprio haiku ovvero uno
di quei componimenti della tradizione giapponese in cui il
poeta racchiude nello spazio minimalista di soli tre versi,
un'illuminazione repentina e totale, che getta luce sulla
realtà del mondo spesso opaca e sofferente (Dino Campana
diceva: “il panorama scheletrico del mondo"). Qui
è la pietra, idea della totale materialità,
a risultare vivificata nel contatto prime con il dolore e
poi con la luce del sole; la pietra allora diventa d'argento,
metallo nobile, simbolo di purezza e di redenzione.
Roberto Riviello
"VALDARNO" 10-16 dicembre 1996
Sabato
10 febbraio presso la biblioteca comunale di Incisa è
stato presentato ufficialmente il volumetto “Tanti momenti"
di Lia Ermini. Alla presentazione dell'Assessore alla Cultura
Gianfranco Mazzotta ha fatto seguito un relazione della Prof.ssa
Pinuccia Amodei e la lettura di alcuni brani poetici scelti
da Giaele. Non è una raccolta di poesie vere e proprie
ma piuttosto una miscellanea di pensieri, di immagini, di
riflessioni, accumulatosi negli anni ed ora scelti e riuniti
in un “agile volumetto". Graziosa ed elegante anche
la veste editoriale curata da Barocci della libreria Cartaverde
di Terranova Bracciolini e corredata da disegni di Elena Guidotti.
“Questi miei pensieri – così li definisce
l'autrice Lia Ermini nella prefazione – nascono da un
disagio personale, dalla difficoltà di stabilire un
dialogo, dalla incapacità di comunicare… Io
non voglio essere una sconosciuta!". E forse questo bisogno
di comunicare che fa diventare poeta e che, in un certo
momento, dà il coraggio di tirar fuori dal cassetto
ciò che si è scritto e poi si è
riposto per timidezza o per riservatezza. E' un estremo tentativo
di abbattere quel muro di indifferenza e di incomprensione
che ci circonda per recuperare quei “valori" che
stanno alla base della convivenza e del loro esistere. Padre
Turoldo amava elencare le cinque"povertà"
che, secondo lui, caratterizzano il nostro tempo: povertà
poetica, liturgica, pittorica, musicale e della parola ed
era solito affermare: “Nel mondo occidentale c'è
scarsa sensibilità per la parola-poesia, che poi è
canto, perché c'è sempre più tecnè
e sempre meno poesia".
A.O.
TOSCANA
oggi - 3 marzo 1996 -
Poesie
intense e piene di armonia. I momenti quotidiani, sentimenti
e situazioni, sono còlti nelle loro variazioni, isolati
e resi assoluti senza forzare la loro quotidianità,
la loro levità.
Solitudine e rimpianto per ciò che passa, che non può
essere, che rimane sconosciuto, sono temi ricorrenti, semplici
e forti contemporaneamente, tanto che il lettore li ritrova
in se', li riconosce come propri e si meraviglia di trovarli
sulla pagina senza eccesso di parole e di analisi, ma essenziali
e chiari come difficilmente salgono alla coscienza.
Sig.ra Barlacchi
Firenze
8 febbraio 1997
Incisa
Vince il premio Gronchi
Un'incisana si è aggiudicata un premio letterario con
una poesia. E' Lia Ermini, che ha ricevuto una targa e una
pergamena al concorso internazionale “Giovanni Gronchi"
che si è svolto a Pontedera, dopo che una sua opera
è stata inserita nell'antologia pubblicata dal Circolo
letterario “Identità" e assieme a questo
ha presentato tre poesie inedite, una di queste è stata
prescelta dalla giuria di esperti che ha esaminato centinaia
di opere.
"La Nazione" 27 novembre 1998
AMALIA
ESPOSITO
Nata a Vico Equense (Na) il 28/03/1976. Laureata in Filosofia
Politica, vive a Firenze dal 1997. Attualmente collabora con
un istituto privato come insegnante di Filosofia e con il
quindicinale d'informazione e approfondimento online www.lalente.net
Finalista
al fiorino d'oro, Firenze, sezione poesia inedita (2002) con
Senzandare;
Segnalata al premio Regello, sezione poesia inedita (2003)
per Sole accecante a Marina Grande;
Segnalata al premio nazionale di poesia Iris di Firenze (2005)
per Momento d'internamento.
Terza classificata ex aequo al premio nazionale di poesia
Iris di Firenze con Frittura & Frittata.
EPOCHE' ALL'ORA DEL CAFFE'
(ricovero di sospensione n.2)
Appendo
come quadri i sensi
Appesi alle pareti
Un quadro fondamentale d'aria
Nervi stesi pancia all'aria
Aspirare, naturalmente, con il naso
Inspirare, indubbiamente, con la bocca
Butto
fuori
Robaccia vecchia
Attorno
Avevo
scordato di giocarci
Ghermisco i sensi dal muro
Un
due tre stella
Sgombra la mente
Sotto
a chi tocca
A me non tocca niente
Caffè
& Husserl, sul comodino
Non è esperienza dell'ente
E' evidente
In pratica: un tantino di buonumore
La mattina, il pomeriggio,
talvolta, la sera,
Un due tre stella
Sgombra la mente
Tocca
sempre a me
Non far finta di niente
(Pomeriggio
cenerino
Il gatto vecchio gioca con le tende
e non sorprende, il canarino)
VERA
FRANCI RIGGIO
Maremmana
di origine, attualmente vive a Figline Valdarno. Lo scrittore
Sandro Cassola, suo insegnante, ha svolto un ruolo importante
nella sua maturazione letteraria. In qualità di narratrice,
ha ricevuto importanti riconoscimenti tra cui: Fiorino d'oro
1996, Premio Montelupo (conferito da Antonio Tabucchi), Premio
Marega 1996.
Ha
al suo attivo numerose pubblicazioni tra le quali: Bruno
Rizzoli. Una presenza importante (Firenze 1989); Se
il grano non muore (Empoli 1991); Lettere per un
altrove (Empoli 1993); Come arca che naviga
(Empoli 1995). Quell'estate del '44 e altri racconti (Florence
Art edizioni 2000). Prosegue intensa l'attività di
critico letterario che la portano alla parcecipazione ma convegni,
incontri, recensioni e dibattiti.
In
Polimnia
Aprile - Giugno 2006
QUEL GIORNO A S. MINIATO
Le
madri:
nel
bene e nel male,
santi
o cruderli, profonde come abissi, forti come torri
alte
come pinnacoli
come
guglie
che
uniscono terra e cielo.
Ci
sommergono, ci abbandonano, ritornano.
Come
la marea.
Eterni.
Se
una ne chiami
tutte
rispondono.
Come
a San Miniato
Quel
giorno, quando esplose nel cielo
dietro
lo scintillio dei mosaici
il
volo chiaro e piumosi degli storni.
Informazione
serrata
fendevano
come frecce
il
grigio delle nuvole:
poi
si
aprivano
come
boccioli in tenera fioritura;
si
aprivano
e
ricadevano,
come
teneri fuochi d'artificio
come
viventi grumi di polline.
Per
qualche minuto
il
cielo si popolò della loro presenza
le
madri.
Erano
loro che passavano.
Più
alte della gloria dei marmi.
Santi
o crudeli,
eterne.
E
il sole le illuminava
GRAZIA
FURFERI
Calabrese di origine, vive in Toscana. Laureata in Storia,
ha pubblicato alcuni saggi di gastronomia e cultura popolare.
Docente di corsi professionali in qualità di esperta
di Turismo Culturale con particolare riferimento alla progettazione
di itinerari enogastronomici.
www.cucinacalabrese.org
info@cucinacalabrese.org
ILVA GIANNELLINI
Nutrizionista.
Tesoriera e responsabile degli eventi a carattere
scientifico dell'associazione Peter Russell, lavora come nutrizionista
presso alcuni studi del Valdarno aretino e fiorentino e collabora
con lo studio Olimpo di Firenze all'interno di un gruppo di
terapeuti della postura, podologia e odontoiatria ( www.studio-olimpo.com
).
Con la sua attività, oltre ad intervenire nel fabbisogno
nutrizionale in condizioni di salute normali ed in quelle
patologiche, esegue test di mineralogramma per determinare
la concentrazione ed i rapporti di tutti i minerali presenti
nell'organismo umano inclusi anche i metalli pesanti ( mercurio,
piombo, cadmio, alluminio ). Esegue inoltre test di intolleranza
alimentare con strumenti bioenergetici quali biotest e lennox
( Biotekna ).
Collabora da anni con ditte di ristorazione collettiva per
l'elaborazione di menù adatti a persone anziane e ragazzi.
Ha preso parte per alcuni anni a un progetto, insieme al laboratorio
medico e psicologico fiorentino ( LAMPF ), per il sostegno
alle persone con disturbi alimentari.
Ha lavorato per cinque anni presso l'Istituto Agronomico per
l' Oltremare come esperta associata in un programma di studi
del Ministero degli Affari Esteri ed in collaborazione con
l'istituto di genetica dell'Università degli studi
di Firenze "Microrganismi azotofissatori in associazione
con piante di grano e riso.
Di
particolare rilievo per la sua formazione sono stati i seguenti
corsi: corso semestrale di Qualificazione ed aggiornamento
in Nutrizione organizzato dall'Ordine dei Biologi ( delegazione
campana );corso di perfezionamento in fitoterapia presso la
Facoltà di Farmacia dell'Università degli studi
di Siena;corso di formazione per digiunoterapeuti organizzato
dall'associazione Scuola della Salute Piacenza;corso di riflessologia
del piede presso la Libera Università Italiana di Naturopatia
Applicata Via Fuhrmann,74 Luserna San Giovanni (TO).corso
di perfezionamento triennale in Tecnologie biomediche e Medicina
naturale presso l'Università degli studi di Milano
PUBBLICAZIONI:
Galanti N., Giannellini I., Bazzicalupo M. (1989
) - Effetti di alcuni ceppi di Azospirillum sulla nodulazione
di trifoglio indotta da Rhizobium- Rivista di Agricoltura
Subtropicale e tropicale 2: 245-255.
Giannellini I., Bazzicalupo M., Gallori E. (1990 ) - Isolation
and characterization of Tn5 induced Azospirillum brasilense
mutants alterated in calcofluor-staining- Nitrogen fixation
48:287-288, Kluwer Academic Publishers.
Giannellini I., Mannelli
S., Bazzicalupo M. (1990) -Study on the binding of Azospirillum
strains to plant tissus- Nitrogen fixation 48: 295- 296, Kluwer
Academic Publishers.
Giannellini I., Bazzicalupo M. (1990)- Studi sull'attacco di ceppi di Azospirillum a tessuti vegetali-
Rivista di Agricoltura Subtropicale e Tropicale 3: 411-421.
Giannellini
I., Bazzicalupo M. (1991)- Caratterizzazione di un mutante
di Azospirillum brasilense alterato nella parete cellulare-
Atti del convegno Scientifico SIMG/SIBM p. 227 Boera e Minozzi.
Giannellini
I. (1999) - Alimentazione corretta: un cibo due età
- Segreti e bugie p.59-60 Centro studi LAMPF Firenze.
ANNA
MARIA GIGLIO
Palermitana
di origine e fiorentina di adozione.
Si
è rivelata chiara e valida poetessa dinanzi alla qualificatissima
giuria del Premio Casentino (Bo, Piccioni, Vettori) che l'ha
segnalata riconosxcendo il valore delle sue comosizioni. Dopo
questa affermazione sono venute due vittorie assolute al Premio
firenze - fiorino d'oro nel 1985 e il Premio Montecatini-
Il Setaccio, nello stesso anno.
Attivissima
nel campo della cultura fiorentina, ha pubblicato le raccolte
poetiche Eclettico destino e Trasparenze.
(da)
Eclettico Destino
ESATTA MISURA
L'assioma
della solitudine:
l'unico
buongiorno
del
mattino
da
un casellante assonnato
su
una striscia di terra
affollata.
-
Sgomento -
mutazione
di ritmi
incoscienza
di approdi
esatta
misura
della
libertà pagata
COME RUBINO
La
mia terra
rimane
al sole
di
mille bocche
-
urlanti -
nell'aria
secca e arida
intrisa
di dolore.
Immobile,
assolata
la
mia terra
-
urla -
nell'ansito
violento
che
tutta la percorre
senza
posa.
-
Urla -
di
un silenzio antico
e
tutto intorno tace
sempre,
ancora.
e
tra i silenzi ampi
di
notti torride
e
limoni in fiore
divampa
la sua rabbia
che
graffia l'anima
come
èpunta di rubino.
GIANCARLO
GUERRI
Nasce nella campagna intorno a Firenze poco prima della
guerra (1936), quando la campagna ha ancora il senso della
incantata immobilità.
Bambino, perde la vista giocando con le insidie lasciate dal
passaggio del fronte e questo incidente condizionerà
la sua vita. La cecità infatti lo spinge a riscattarsi
con lo studio e l'affermazione culturale. Per questo obiettivo
è costretto a vivere lunghi anni nelle città
del Nord (Reggio Emilia e Bologna), poi a Firenze dove frequenta
l'Università, infine a Roma, dove si laurea a pieni
voti in Lettere con Walter Binni.
La sua attività principale per molti anni è
stata quella di insegnante nella Scuola Media Superiore.
In questi anni, inoltre, alterna la passione per la scrittura
con la passione per la politica, in relazione alla quale ha
ricoperto incarichi istituzionali nella gestione della cultura
e nel sociale.
Nell'ultimo decennio ha partecipato ad alcuni concorsi di
poesia: a Trento, a Reggio Emilia, a Empoli, a Firenze, a
Milano a reggio Calabria (Premio Nosside), mettendosi in luce
e vincendone alcune edizioni. Attualmente alterna la sua dimora
tra Firenze e Vinci.
Lasciato l'insegnamento, è stato chiamato a dirigere
un Circolo culturale dell'Unione Italiana Ciechi di Firenze,
dove si dedica attivamente a organizzare spettacoli teatrali
e musicali, serate di poesia, momenti di ricreazione, con
l'intento di creare un luogo d'incontro e di scambio fra i
cittadini per favorire la conoscenza e la comprensione delle
reciproche difficoltà e diversità. Negli ultimi
due anni, attraverso il Circolo, ha promosso un Premio Nazionale
di Poesia, aperto a tutti, che ha ottenuto sùbito un
notevole successo.
Anche in questi anni tuttavia non ha mai abbandonato la ricerca
letteraria, sia con l'aggiornamento su poeti e narratori,
sia con l'esercizio della scrittura, che dovrebbe portarlo
tra breve a una nuova pubblicazione
Ripiega
il tempo su di sé
Girando a ritroso la ruota.
Sacralità della casa,
ventre caldo accogliente
oscure minacce di dissoluzione.
Piena di crolli s'avvisa la fuga,
frana di passi, insidie del buio,
Minaccia l'oscuro che è in noi
spiando insperati ardori.
La tagliola che ha preso il passero incauto
Non lo lascerà volar via,
lo troveremo nell'alba gelida
infreddolito di morte.
Ma la vita chiama a sfogliare segreti
E ha voce di miele
Ti stana dai rifugi precari,
ti porta a scoprirti nudo
negli occhi turbati di desiderio.
E il tempo ritorna sulle strade di sempre
Smemorato a riaccendere
il riso in bocca e il pianto alle ciglia,
torna a incrociare le strade,
a incrociare le vite e a disperderle
senza patire dolore.
Ma il gioco non lascia al loro posto le cose
E se a notte guardi la luna
O senti che la luna ti guarda,
posata sul buio,
affacciata sull'oscuro vortice,
la casa che abiti
non sai riconoscerla,
bagnata dall'alto di fredda luce,
i gatti randagi che accolse
son tutti partiti
insieme alle piccole voci,
alla vita che abiti
non sai dare un nome, un emblema.
E ascolti col cuore che trema
La figlia bambina che prova sul piano
a orecchio una canzone.
Ma il gioco ha disperso le note
lasciandoti solo un'eco
nel silenzio dei posti deserti.
IVAN
A Ivan Karamazov
Anch'io come te, la domanda
che brucia sulle labbra blasfeme
e il rancore per tanto impietoso amore.
Correndo nel sentiero dei sambuchi
insieme ai cuccioli del cane
e al figlioletto chiaro della capra
mi raggiunse la sorte
ed ero come i cuccioli dei miti animali
ignaro di remote colpe.
Solo per poche estati ho visto
le cicale dal turpe viso
senza paura amandole
e le ronze dalla corazza di smeraldo.
Poi si chiuse il creato per sempre
sopra i miei occhi incantati
a un sogno in altra vita vissuto.
E fu da allora oscuro il sentiero,
oscuro prezzo per l'armonia dei cieli.
Finisce il tempo della preghiera.
Aspetto che le ortiche insaziabili
ricoprano passi e memorie.
Dove il segreto che si nasconde alle cose,
al nostro sfinito coraggio?
Forse accadrà il prodigio,
in un cantuccio di questa terra antica
sorpresi tra i sambuchi
in giochi di bimbi e animali,
apparirà il miracolo
recando annunci di future rovine,
come altre volte in oscuri
villaggi d'occidente
a pastorelli visionari,
di nuovo a figli di contadini d'oriente
e alle tenere figlie di slavi
dal grembo sconvolto senza carezze,
vendute e battute nelle piazze della city.
Poveri stracci i nostri corpi divini
dilaniati da venti rabbiosi
continueremo a onorare il feroce castigo,
ma a chi darà gioia?
Da accampamenti di stelle
con gli occhi pieni di pianto
mute vegliano sentinelle
sugli irrevocabili destini.
Forse il prodigio è tutto dentro il nostro dolore.
MARISA
IANNUCCI
Nata
a Ravenna nel 1971, si è diplomata in Pittura all'Accademia
di Belle Arti di Ravenna ed ha studiato Lettere e Filosofia
prima a napoli poi a Bologfna dove si è laureata in
Lettere Moderne.
Ha
esposto in Italia e all'estero opere di pittura, scultura,
fotografia. ha vinto il Premio Firenze - fiorino d'argento
nel 1999 per la pittura.
E'
stata segnalata in numerosi premi letterari ed ha pubblicato
la raccolta poetica BLU (Paideia, Firenze 1999).
E' sua la copertina del primo numero della rivista NUOVA MARGINALIA.

UMA
KOLLER
Nata
a Torino nel 1966 da padre austroungarico e madre toscana,
vive a Piandiscò. Cultrice appassionata di poeti, scrittori
e filosofi di lingua tedesca, in particolare Rudolf Steiner.
Ha
pubblicato la raccolta di poesie Reminiscenze (Il Capitello
del sole, Bologna 2004) e Canti (2006), presentata alla libreria Edison da Barbara De Mars, vera Franci Riggio e Giuseppina Amodei.
E' stata segnalata al Premio Firenze - Europa "Mario Conti" 2006
(da)
Reminiscenze
ENIGMA
Dignitosa
è la morte
giunge
in silenzio.
Lieve
si affaccia sul volto
e
a poco a poco
lo
sprofonda nel sonno.
Misteriosi
accordi divini
inviano
lo scuro mantello
che
reca freddo e luce
e
l'enigma traduce.
Mai
prima
mai
dopo.
Scende
la notte.
Da
Angeli l'anima
attende
la mano
al
Padre vuol far ritorno
ogni
spirito umano
MAURIZIO
MACCABRUNI
Nato a Firenze l'8.11.1955. Ha frequentato il Conservatorio
"L. Cherubini" di Firenze, studiando prima Violoncello
con il Maestro P.Grossi e successivamente Armonia e contrappunto
con il Maestro P. Zangelmi, diplomandosi in Musica Corale
e Direzione di Coro al Conservatorio "G. Martini"
di Bologna. Dal 1980 è stato docente di Educazione
musicale nella scuola media statale nelle province di Trento
e Firenze. Dal 1994 al 2000 ha fatto parte come violoncellista
dell'Orchestra Sinfonica di Firenze diretta dal Maestro F.
Leonetti, dell'Orchestra Amadeus diretta dal Maestro Giovanni
Varoli e dell'Orchestra Sinfonica delle Ferrovie dello Stato
di Firenze, diretta da Luigi Caproni e di altri gruppi cameristici
(Stanze di Orfeo, diretto dal Maestro Parigi). Ha partecipato
nel 1985 al Concorso di Composizione Amici della Musica Sorrentina,
conseguendo il primo premio per la selezione cameristica con
Filer (per 10 violini e uno solista).
Fra le sue composizioni sono state rappresentate in pubblico:
Li-keadance, per violoncello solo (Pistoia, Teatro Associazione
Culturale Paint Factory, giugno 1997); Ing-rid, per violoncello
e pianoforte (Torino, Auditorium Lingotto, maggio 1998).;
Elegie, per violino e arpa (Bologna, Sala Mozart, 2° Rassegna
"Alfeo Gigli, ottobre 2000). Arembepe per violino e pianoforte
(Bologna 2003) Costellazioni del silenzio per flauto,violino,
viola, violoncello (Firenze, Aula Magna dell'Universita'di
Lettere Novembre 2000).
Altre sue composizioni sono: 2 klavierstuck; Doppelganger
(opera cameristica per 15 strumenti); Lied der toten (per
soprano e orchestra, su testo di Novalis); Les sons des femmes
per soprano, flauto, violoncello e nastro magnetico,Waldeckzsenen
(per pianoforte) Sonata per chitarra sola,Sequenza,(per chitarra
sola). Attualmente, oltre ad essere attivo come compositore,
fa parte come violoncellista dell'orchestra e coro "Desiderio
da Settignano" fondati e diretti da Johanna Knauf ed
è docente di educazione musicale nella provincia di
Arezzo
MARIA ESTER MASTROGIOVANNI
Nata
a Napoli, vive a Bagno a Ripoli (FI). Insegnante di Lettere
nelle Scuole Medie Superiori. Tra le fondatrici, nel 1990,
dell'Associazione Donne Insegnanti di Firenze. Ha promosso
e partecipato a numerose iniziative insieme con il Comune
della provincia di Firenze. Ha collaborato con il Ministero
delle Pari Opportunità al progetto transnazionale "Polite"
sulle discriminazioni sessiste presenti nei libri di testo
scolastici. Ideatrice e promotrice del premio di scrittura
creativa In lode ad una donna. Dal 1989 partecipa a corsi
di scrittura condotti da Gabriella Fiori. Ha scritto saggi
e articole per varie riviste. In collaborazione con Rita Biancalani
ha pubblicato il saggio Il dolce Acuto Mare Dello
Scrivere (Paideia, firenze, 2004).
(da)
Il Dolce Acuto Mare Dello Scrivere
La
mia città è bellissima. E' come una donna fiera,
bruna, dal corpo forte; gli occhi sono nerissimi, ma sembrano
due soli. La bocca è carnosa e pronta al sorriso, un
sorriso ora dolce, ora sferzante, come di una che nella vita
ne ha viste tante, ma nello stesso tempo continua a mantenere
l'arte dell'incanto.
Meraviglia
di fronte a quel mare, a forma di golfo che di notte, quando
l'aria è trasparente per il freddo o una grande pioggia,
si accende di mille luci, piccoli animali usciti dalle loro
tane per immergersi nel profumo della notte. Un profumo che
sa di mare, che sa di pesce, che sa di nafta se troppo vicini
a ai grandi battelli in viaggio. battelli che tessono ogni
giorno trame precise di rapporti, vie ormai note, ma a volte
perturbate da un'onda troppo minacciosa che ne impedisce il
viaggio consueto...
Una
Signora di antica sapienza ma anche di passioni oscure, inaccessibili
a umana comprensione, "fossa oscurissima di sesso"£,
che sembra potersi concedere a tutti e invece, per sé
soltanto mantiene il suo più intimo segreto.
Puzzolente
e profumata, solare e grigia, mendica e sprezzante, questa
è per me la mia città, Napoli, una radice della
mia vita.
LUISA
NANNINI DEL CAMPANA
Nasce a Sesto Fiorentino(Firenze) nell'Aprile del 1950 e
anche se fin da piccola disegna e dipinge, solo quando conosce
personalmente il pittore Dino Migliorini, inizia seriamente
lo studio dell'Arte. Importanti le sue vetrate che si trovano
in numerose chiese. Ha esposto in vari luoghi d'Italia e all'estero
ed ottenuto importanti riconoscimenti.

www.luisadelcampana.com
CLARA NISTRI
Scrittrice
Allieva del poeta Luigi Fallacara e madre del giovane poeta prematuramente scomparso Gabriele Bellucci.
Ha la carica di Tesoriera in U.C.A.I .(Unione Cattolica Artisti Italiani). Fa parte di Associazioni Culturali quali "Camerata dei Poeti", "Novecento Poesia", "Sguardo e Sogno", "Fondazione il Fiore".
E' membro di giuria del Premio Internazionale di Poesia Città Campi Bisenzio (Circolo Culturale La Rocca).
Sue poesie sono state lette in varie manifestazioni pubbliche quali: La donna nella cultura toscana, Giubbe rosse, Pittura e poesia, Associazione autismo, Salotto d'arte Nannelli, Arte e natura (Convento SS. Annunziata, Giornata della Poesia ( 21 marzo, UNESCO).
Tra i premi si ricorda "A. Palazzeschi", "Calcit", "A.N.L.A", "Atheste", "Giardino e dintorni", "Mario Gori".
Ha pubblicato la raccolta poetica La mia notte (Bastogi), presentato a cura del Consiglio Regionale della Toscana (Sala del gonfalone) e a cura dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze (presso l'Auditorium Ente Cassa di Risparmio.
E' presente in Antologie quali: I Poeti dell'Arca (Bastogi), Parole di pace (Polistampa), Poesie d'amore del terzo millennio (Bastogi), Poeti italiani nel mondo (BooK, bilingue)
GIUSEPPE
PANETTA
Calabrese
di Ferruzzano (RC), nasce nel 1964. Si laurea in lingue e
letterature straniere, vive e lavora come insegnante in Toscana.
Pubblica il libro di poesie Le Vocali Vissute (Ibiskos
editore, Empoli1999). E' presente nell'antologia Terra
e Scrittura, Voci dalla Cultura calabrese (Paideia, Firenze
2003). Alcuni lavori in prosa e poesia sono presenti su siti
di Stampa Alternativa e Akkuaria. Vince il Premio Viareggio
Carnevale 2000 e il premio Iris, Firenze 2004. E' segnalato
al Premio Reggello nel 2004. Cultore di poesia giapponese,
scrive una silloge di Haiku e di Tanka dal titolo Fiori
di U, apparsa interamente sul webe di cui esiste una
versione inedita in CD audio con musiche, recitazione e canto.
Due testi di poesia fanno parte delle cartelle d'arte Bellamadre
(edizioni Il gabbiano, Messina 2002) e Sexy,
2003, opere ideate dal pittore Nunzio Pino.
(da) Terra e Scrittura
STAR- -ZIP
Quando
le stelle le senti crepitare
Tanto
che il torcicollo scricchiola al pari
Sotto
la cupola o sopra stellare
Ci
si potrebbe immaginare giganti
Ma
come guardi la luna con gli occghiali?
Non
dovresti anche se ne vedessi due!
Ti
si ingrossano le vene sul cranio
Le
ultime forze lasciano il corpo e vanno
A
sostenere la massa claudicante
Cadere
così proprio adesso qui sotto
Quando
le stelle le vedi diruparsi
Come
se una mano da lassù o quaggiù
Le
stesse sbriciolando
SILVIA
PECORINI
Ha vinto il fiorino d'argento per la poesia inedita al Premio
Firenze - Europa "Mario Conti" 2006
La
cura dell'orto
Manca
la forza, il coraggio di sentire
come
tutto ha un suo corso
che
non si brucia in un passo
il
tempo sta sospeso in un ritorno perfetto fino a quando
il
percorso uguale dell'asfalto non si avvicina al porto
allora
nel marrone umido di sassi e radici
i
ginocchi pressati
respira
diverso pensiero
si
accompagna ai colori
al
velluto di certe nuove sementi
le
geometrie disegnate nei solchi
aprono
confini disuguali, netti,
con
la buona fatica si allenta recita e imbarazzo
quella
cantilena buffa di domande che impiegano il giorno
osservo
sempre con stupore soddisfatto il poco d'arte
aggiunta
a stagioni e tempo
ma
non ci sarà cura costante
incerto
l'esito di un breve impegno
perduto
il dono di vuoto che s'affossa nel passo
semplice
rincorrere i troppi doveri d'inutilità che intrecciano
i giorni
dimenticare
la vita risolta che spontanea cresce
coerente
solo a se stessa
L'incanto
viola del mio bimbo
Questo
celeste quieto ci solleva
la
mano arresa mista a sabbia
si
incolla con la mia
e
raschia il palmo ad ogni passo,
ti
macchia il viso umido di rabbia
ora
che stanco t'asciughi gli occhi
Torni
disteso senza conforto.
è
quel profumo
il
lungo ramo dai fiori viola che ti rapisce
con
cui tagli deciso l'aria davanti al nostro passo,
non
ragionevoli parole, perentori consigli
mi
insegni che nella vita hai già i tuoi incanti, le piccole
dita ci trascinano,
di
fronte a sommessi rumori premi più forte
ti
basta
cedi
distratto, ma non m'appartieni
L'amore
non ti ricatta,
lasci
che t'avvolga
e
in un abbraccio
sudato
rapido
poggi suoi miei capelli
sgualciti
petalie brevi fili verdi che nella fuga hai rubato.
PIERA
PISTONO
Docente
presso il Conservatorio S. Cecilia in Roma, è pronipote
di Guido Gozzano. Sue composizioni sono state eseguite in
Italia e in molte parti del mondo.

CATERINA
RANIERI
Nata
in Calabria, vive a Monsummano Terme dove insegna Filosofia
ed occupa il ruolo di assessore alla Cultura.
Conduce
studi sulla filosofia presocratica, in particolare su Parmenide,
Eraclito, Gorgia. Collabora con la rivista Filorosso: si ricorda
in particolare il saggio Cesare Pavese al confino di Brancaleone
calabro. Ha collaborato alla stesura del volume Scritti
in onore di Enzo Misefari (L. Pellegrini, Cosenza 1992)
con il saggio Intervista al personaggio. Nel 2002 le viene
conferito il Premio Firenze Europa Mario Conti per il saggio
Apollineo e Dionisiaco in Cesare Pavese, contenuto
nel volume Sotto il gelo dell'acqua c'è l'erba (Ed.
dell'Orso, Alessandria 2001, a cura della rivista Levia Gravia.
Il volume è insignito del premio Grinzane-Cavour. Il
racconto Sémata è inserito nell'antologia Terra e Scrittura, voci dalla cultura calabrese (Paideia
Firenze 2003).
(da)
Sémata
23
ottobre 1907
Ore
5,00
Rocce
che erompono dal suolo e si ergono scabre, dure,dotate di
antica forza: rocce lavate, prese a schiaffi dal vento, franate,
fino a formare timpi e dirupi; rocce che incutono timore,
indomite, pronte a voler recuperare un antico decoro, violato
da mani blasfeme.
Fu
pensando ad esse che decisero il mio nome?
Chi?
Mia madre, rude e selvaggia sotto un'aria apparentemente dimessa?
Forse
O
mio padre? No, troppo pieno di sé per dare importanza
a un figlio destinato a sconvolgere i propri piani.
Il
nome cela un destino.......
ore
6,30
...Questa
terra, queste acque, come nelle favole antiche, si trasformano
in nemiche; brutali, uccidono e strappano quello che concedono
in momenti di sofferta generosità.
Perché
amarle? le devi continuamente combattere, non devi fidarti.
Questa natura è terribile: acqua, ventu e focu.
ore
21,30
Un
tuono enorme, un rumore sordo e un tonfo.
Dov'è
la casa?
Dov'è
la roccia?
Alle
ore 21,30 del 20 ottobre 1907 un terremoto seminò morte
e rovina, facendo sprofondare la parte più antica di
Ferruzzano.
Dedicato
a mio nonno Zaccaria Giustino, i cui ricordi hanno permesso
di dar voce a Rocco
FRANCESCA
TUSCANO
Nasce
a Messina nel 1964, da famiglia calabrese. Laureata in Lingua
e Letteratura russa e sspecializzata in Didattica dell'italiano
per Stranieri, insegna traduzione russo-italiano presso l'Università
per Stranieri a Perugia. Si occupa di Storia della Musica
russa e italiana, di semiotica russa e di traduzione dall'italiano
al russo. Con l'opera Incontro, tratta dal romanzo
di Tiziano Scarpa Occhi sulla graticola, di cui scrive
il libretto, vince con il fratello Fausto il secondo premio
al concorso Johann Joseph Fucks Operkompositionswettberb (Graz,
2003). Nel 2004 pubblica, in collaborazione con Damiano Fiscelli,
la raccolta poetica M.Y.T.O. Collabora all'opera di saggistica
Bova (Delianova 2005)
(da)
M.Y.T.O
MEDEA
Dicono
che
non
fu
amore
il tuo,
quello
che ti fece staccare l'ascia.
Eppure
madri
si
nasce
più
che sorella
o
amante.
E
il sorriso
perso
nel
viaggio,
il
pianto
raccolto
nelle
mani
che
salutavano il fratello
erano
ancora
vivi
nei
tuoi occhi
chiusi
per
i figli
che
ti avrebbero maledetto.
Fu
amore il tuo
Davvero.
(da)
Terra e Scrittura
VUA
Nei
paesi dove le spine odorano di donna
chi
non sa della pietra bruciata
dal
sole il silenzio e degli occhi di capra
non
vada
a
cercare tramonti di acqua
e
di cielo. Nella terra
si
trova la serpe, che aspetta,
le
agavi e gli
oleandri
ingannati
dall'acqua del mare.
La
gente ha occhi di pietra,
di
sole, di sangue
di
terra e solitudine.
Talvolta
incontri una donna che è spenta,
un
uomo ubriaco, uno sguardo
di
idiota.
Gli
olivi, enormi, non sanno giustizia.
Ma
negli occhi seduti,
nell'ora
più calda, davanti alla casa,
di
fronte alla strada
svuotata
dal sole
ritrovi
l'antica tristezza del Tempo.
Nei
paesi di roccia e di mare
da
sempre si sa e si impara
che
il silenzio non a caso nasce
tra
il sole è la calce
spaccata
dei muri,
nell'ora
più lunga.
ROSETTA
E ANTONIETTA ZACCARI
Sorelle, dirigono un centro estetico e un laboratorio per acconciature di capelli.

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