Peter Russell

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Mappa dei Soci


MEMBRI DEL DIRETTIVO


NAZARENO BETTI

Presidente
Sindaco di Piandiscò
www.comune.pian-di-sco.ar.it

GIUSEPPINA AMODEI
Vicepresidente - Nominata da Peter Russell

STEFANIA BARDI
Collaboratrice culturale letteraria


LORETTA CECCHERINI BOLDI
Collaboratrice culturale - arti visive


LIA ERMINI MOLINARI
Segretaria



VERA FRANCI RIGGIO
Collaboratrice culturale letteraria


ILVA GIANNELLINI
Tesoriera



LUCIANA INNOCENTI
Membro nominato dal Sindaco


FIAMMETTA SORDI
Responsabile ufficio stampa

 


SOCI AD HONOREM

 

SAURO ALBISANI
Scrittore, regista e drammaturgo

Nato a Ronta del Mugello nel 1956. Assistente alla regia di Orazio Costa Giovangiglio, ha scritto drammi di ispirazione religiosa tra cui Campo del Sangue (Vallecchi, 1987); Il Santo Inganno (M.M. editore, Pavia 1996); Il Roveto Ardente (Firenze 2003). Ha pubblicato saggi sulla poesia, vinto numerosi premi letterari e le sue poesie sono apparse nelle più prestigiose antologie e riviste letterarie tra cui Pagine, Origini, Polimnia.

Poeta e regista, gestisce il Teatro Borsi di Prato

(da) Soliloqui

Dura un istante la blanda tristezza

per cui tu freni e torni indietro, dove

credi di ritrovare la farfalla

che ha impresso, lieve, sopra il parabrezza

della tua moto una linea gialla,

urtando, interrompendo la grafia

del suo volo: e tu indaghi tra i rifiuti

del ciglio, inutilmente: Vedi, è stata,

a salvarla, quella leggerezza,

che la sospende sopra la tua testa

tra gemme del medesimo colore:

invisibile, lei, per troppa luce

 

GIOVANNA BEMPORAD
Scrittrice

Una delle più grandi poetesse contemporanee. Ferrarese, vive a Roma. Fin dagli esordi alterna alla traduzione di autori classici e moderni il proprio lavoro creativo raccolto nel volume Esercizi, riproposto da Garzanti nel 1980. Tra i suoi più alti risultati, la traduzione dell'Odissea di Omero, la cui stesura definitiva pubblicata più volte le ha valso il premio nazionale per traduzioni letterarie istituito dal Ministero dei Beni Culturali.

 

(da) Esercizi

Nasce la luna come rossa aurora

pienamente; rischiara illimitate

fissità d'ombre e alberi e campagne,

pura, dai globi elettrici respinta,

questa accorata solitaria. E sale

bianchissima, tra azzurre trasparenze,

l'arco del cielo, ritessendo il velo

delle illusioni lacerato in terra.

Nella sua grande luce meridiana

timidamente in me stanca rinasce

l'ingannevole attesa di un prodigio

 

ALFONSO CARUSO
Provveditore agli Studi
Amico intimo del Poeta Peter Russell.

Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Napoli, è attualmente dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo e dell'ufficio V dell'Ufficio Scolastico Regionale di Firenze.

Collabora con riviste scolastiche e molto spesso con il "Corriere di Arezzo" e "La Nazione", attraverso interviste in cui si richiede la sua opinione sui problemi scolastici più attuali.

collabora con l'Amministrazione centrale e in più occasioni è invitato da Ministero per partecipare a gruppi di lavoro. Gli è stata affidata la rubrica scolastica per conto di una emittente televisiva e l'incarico di gestire la rubrica "Scuola e Costume" dalla editrice "La Scuola" di Brescia per la rivista "Scuola e Didattica".

Ha dato impulso alle politiche giovanili nel territorio dando vita alla "Consulta degli studenti", che è tra le più attivee presente nella realtà scolastica. Ha promosso la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica istituendo la "Consulta Provinciale dei genitori" e la "Giornata della scuola", giunta alla quinta edizione: un avvenimento importante che ha visto l'intervento di personaggi quali ll'onorevole Nicola mancino e l'on. Pier Luigi Vigna.

Si sottolinea l'importante iniziativa assunta, unitamente all'Amministrazione Provinciale e alla Biblioteca Comunale di Arezzo, per la costituzione, presso l'Istituto Tecnico per Geometri di Arezzo, di una moderna Biblioteca aperta alla cittadinanza anche nelle ore serali.

Numerose le iniziative per aiutare il Poeta Russell: presentazione di libri, organizzazione di convegni, incontri con studenti, interventi nelle TV locali.

 

ELISABETTA CORAINI
Attrice

www.elisabettacoraini.com

MAURO DE CASTELLI
Scrittore e traduttore.

Ha tradotto l'opera Quintilius di Peter Russell


Nato nel 1970 a Bra, dopo gli studî universitarî a Torino, di Filologia Germanica e di Anglistica, e un corso di perfezionamento in Antropologia Culturale, si è dedicato all’insegnamento, alla traduzione di testi letterari e filosofici, oltre che di archeologia greca e latina, e alla collaborazione con alcuni settimanali della città di Alba, dove risiede. La cerchia dei suoi interessi si esplica in tre principali settori: la poesia, la prosa narrativa e critica, e la traduzione. Al primo àmbito appartengono due sillogi poetiche: OLTRE LA TENDA RADIOSA (2000) e TERRESTRI DISSONANZE – per sorgenti, ombre, acque... (2002), e numerosi altri versi pubblicati su riviste ed antologie. Per quanto concerne la prosa, alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista La Clessidra e sul trimestrale Le Colline di Pavese; mentre sul versante della critica letteraria, nel 2000 vede la luce un breve studio intitolato MEDITAZIONE INTORNO A In Hora Mortis di Thomas Bernhard, strettamente legato alla sua tesi di laurea: ETICA ED ESTETICA IN TH. BERNHARD E NELLA CULTURA AUSTRIACA DI INIZIO SECOLO (1994); nel 2004, il saggio LA LENTA GIOIA DELLA PAROLA POETICA, che figura nell’opera omnia L. GELLI POETA EUROPEO; e, nel 2006, la postfazione – dal titolo RIMANE IL VERDE INESPLORATO – all’opera di M. T. Liuzzo L’OMBRA NON SUPERA LA LUCE. È traduttore di Th. Bernhard – IN HORA MORTIS (La Clessidra, 2000); I PAZZI-I DETENUTI – e, per amicizia e riconoscimento, ha fatto una versione delle ELEGIE DI QUINTILIUS del grande poeta inglese Peter Russell, cui, nel 2002, indirizzava un’epistola ‘filosofica’: LETTERA A PETER RUSSELL (Pomezia Notizie). Appartengono alla prosa critica e alla traduzione i contributi comparsi – a partire dall’ottobre 2003 – nella rivista Le Muse, su autori antichi e contemporanei: Slataper, Hebbel, J. Kochanowski, Abraham a Sancta Clara, B. Gracián, H.-Fr. Amiel, A. Mombert, G. Kolmar, Lichtenberg, Bellman, M. T. Liuzzo, I. Madách, Hadewijch per non citare che gli autori più assiduamente frequentati. Ha ricevuto riconoscimenti per le opere in versi e, per la traduzione, un attestato dell’American Bibliographical Institute, anno 2003.

 

FRANCO LOI
Poeta

Uno dei maggiori poeti dialettali d'Italia.
Ha pubblicato numerose raccolte di poesia con editori prestigiosi

Nato a Genova nel 1930, ha pubblicato circa venti raccolte di poesia in dialetto milanese, diversi racconti e numerosi saggi. Tra le opere, pubblicate dai più prestigiosi editori italiani: Stòlegh (1975); Teater (1978), Liber (1988), Amur del temp (1999). E' presente nelle antologie più importanti ed è tradotto in numerose lingue.

 

(da) Penso il domani

Camminare con l'ombra è necessario

come il respiro il corpo e la notte

al fioco della luce, alla canzone

il greve delle note o della voce...

Ombra mia cara della vita, il peso,

questa stupidità che ci consola

come degli occhi il sonno nell'attesa

o l'aria tra il pensare va leggera

 


LUCIANO LUISI

Nato a Livorno, vive a Roma dove si è affermato come giornalista culturale alla televisione. Tra le sue numerose pubblicazioni di narrativa, poesia e saggistica ricordiamo: Racconto ed altri versi (Guanda 1949); Un pugno di tempo (Guanda 1967); La sapienza del cuore (Rusconi 1986), Le mani nel sacco (Romanzo, camunia) Ha tradotto poesie d'amore di tutte le letteratuire in Luna d'amore (Newton Compton 1989 - 1994); Il Silenzio (Book 1998)

E' presente in numerose antologie e riviste letterarie. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti ed è tradotto in molte lingue.

(da) Il silenzio

sentirò forse voi

in quel puro silenzio, e ascolterò

musica che si perde

qui nel chiasso del mondo, e capirò

d'altre parole il senso. (quelle mie che mi davano

felicità e sgomento, cancellate

come aquiloni dal vento).

Confuso

in quella luce accecante ridestato

le saprò riconoscere

quelle mie voci amate

che non hanno mai smesso di parlarmi

DANTE MAFFIA
Scrittore

Scrittore tra i più importanti nel panorama letterario contemporaneo.
Calabrese di origine vive a Roma.
Come poeta fu segnalato, agli esordi, da Aldo Palazzeschi, che ha firmato la prefazione al suo primo volume, e da Leonardo Sciascia che, con Dario Bellezza, ritiene Maffìa uno dei maggiori poeti italiani, “uno dei più felici poeti dell’Italia moderna”( Dario Bellezza), “dopo Luzi il più grande poeta vivente italiano tradotto in tutto il mondo “ (Maria Marcone).

(da) La Biblioteca di Alessandria

CONTROCANTO

Non hanno una collina su cui dormire,

né una lapide. O una tomba su cui riposare.

non chiedete perciò dove sono.

Adesso sono qui, domani all'altro polo.

Quelli che assistettero al rogo si sono suiocidati;

quelli che erano già morti sono morti daccapo.

Nel cuore del giorno si aprì un diluviare

di fiamme e scardinò le porte. In un lampo

morirono tutti, custodi e lettori;

carbonizzati i topi, i lepismi, i ragni.

Non chiedere perciò dove sono.

Nel fondo dei mari le sirene piangono.

 

 

FABRIZIO PORTALUPI
Regista e fotografo




www
.fabrizioportalupi.com

 

MARIA LUISA SPAZIANI
Scrittrice

Una delle più note poetesse contemporanee

Nata a Torino nel 1924, poetessa e traduttrice, autrice di racconti e testi teatrali e di saggi dedicati alla letteratura francese di cui è stata ordinaria presso l'università di Messina. Tra le sue opere maggiori ricordiamo I fasti dell'ortica (1996) e La traversata dell'oasi (Mondadori 2002). Ha fondato il Centro Montale ed è stata presidente del Premio Montale fino al 2003.

E' presente nelle più prestigiose riviste letterarie italiane e straniere, in riviste letterarie; è tradotta in numerose lingue.

 

NON SAPREMO IL MISTERO

 

Sale la voce angelica dell'acqua

dalla sorgente sotterranea. Brilla

nella foresta il filamento timido

che sarà fiume un giorno.

 

Sacralità segreta di ogni inizio,

impercepita musica. Quel fiume

ricordi un giorno come è cominciata

la corsa, la promessa mantenuta


SOCI

 


GIUSEPPINA AMODEI

Ha pubblicato testi di Pedagogia e Didattica, narrativa, poesia e teatro. Amante delle "contaminazioni" artistiche, spesso collabora con artisti di musica contemporanea, arti visive e teatro.

www.giuseppinaamodei.com
info@giuseppinaamodei.com
info@paideia.it

(da) Femina Fera
(Electa Mondadori, 2006, con immagini di Fabrizio Portalupi e pose di Elisabetta Coraini)

 

Il narciso di me più non mi chiama

né m'innamora


Taglio

il logos abusato arbitrario scontato

rovino fino al fondo

dove tutto si sfiora e si scombina

Ascolti?

La mia parola

adesso

assume nuova forma

e la memoria

attende nuovi spazi


Cosa ne sanno

- loro -

di questo mio sentire

credono forse che soltanto l'uomo

sia capace di intendere

parlare?

So contare le sillabe

la fiaba

è poesia che mi appartiene ancora...

 

 

STEFANIA BARDI

 

Nata a Firenze dove vive e insegna. Si occupa di storia e di iconografia e da molti anni collabora con la Biblioteca Riccardiana di firenze alla realizzazione di un progetto sulla Storia del libro antico per i ragazzi delle Scuole Medie e Superiori. Ha collaborato alla realizzazione della mostra Un Gregorio ritrovato... sotto le righe per la parte riguardante la didattica e la collaborazione con le scuole.

Ha pubblicato il saggio Tesori di ricette, Giardini di segreti, all'interno dell'opera Alambicchi di parole (Polistampa, Firenze 1999). Ha pubblicato il testo di didattica Semplice@Mente (Paideia, Firenze 2006).

E' stata segnalata al Premio Iris di Firenze 2006.

IL POZZO

Da sempre aspetto, fuori le battaglie.

Muove la ruota immobile il suo giro

da estati a estati.

Troppi nomi ho avuto

io che mai ebbi un nome,

troppe forme,

io che forma non ho.

Troppe intenzioni,

io, per il quale

l'essere, solo, è l'eterno volere.

 

Da sempre aspetto: insicuro equilibrio,

luce ad ombra ad altra luce:

l'umida carezza

sosterrà i passi di chi cerca,

di chi cercando trova

e trovando si appaga della richiesta.

 

Ora, o non ora, bagnati le mani,

lava i tuoi occhi ed essi si apriranno;

sono io lo specchio di ogni tempo,

in me l'eterna, l'unica risposta.

Il raggio del solstizio

l'altra luna

benedirà la tua ricerca

e quando, e se, risalirai le scale

avrai scelto, o non scelto.

 

SENZA TITOLO

Non voglio la tua pace,

vessillo universale, benedetto,

gadget colorato di vittoria,

sanguinante ottimismo che si versa

in bicchieri di plastica.

Io voglio

tante piccole paci inosservate.

Come lo sguardo di una donna nera

che sorridendo con garbo accarezza

un cucciolo spaurito.

"Ha gli occhi di un bambino".

Rassegnata cadenza, servi passi:

muta la folla dietro lei si chiude.

Non potrai mai dire:

nulla ti devo.

Sul comune altare

questa pace sommessa,

schiva, antica,

questa è il suo dono.

 

RITA BIANCALANI

 

Nata a Prato, dove vive. Dalla fine degli anni '70 è stata presente nel Movimento delle donne con il lavoro del Consultorio autogestito e nel collettivo Femminista di Prato. Tra le fondatrici dell'Associazione "Spazio Donna in Toscana", ne è diventata presidente nel 1988. Ha organizzato seminari di riflessione e di scrittura, tenuti principalmente da Gabriella Fiori. Ha realizzato numerose iniziative sul libro La Nara, una donna dentro la storia di Maricla Boggio, tra le quali: presentazioni, seminari, lezioni nelle Scuole Superiori di Prato. In collaborazione con Maria Ester Mastrogiovanni ha pubblicato il saggio Il dolce Acuto Mare Dello Scrivere (Paideia, firenze, 2004).


(da) Il dolce acuto mare dello scrivere

Mi abbandono e scivolo al centro del petto. Trovo una celletta cubica e oscura: la casa della bambina. Da poco tempo ho scoperto che la stavo cercando, che avevo biisogno di lei e desideravo averla accanto... Devo essere cauta e molto attenta: più volte ho rischiato di ferirla mortalmente...

Un alito di vita di nuovo ha rischiarato la bambina quando trepidante mi ha confessato che per anni l'unica compagnia è stato il battito del cuore che lì vicino pulsava. E se i rintocchi si facevano più forti e più frequenti, lei ne approfittava per uscire indisturbata, guardare in giro, sgranchirsi le gambe, raccogliere e dare colore e un po' di luce attorno. Erano eventi davvero eccezionali: lei li chiamava i momenti dell'amore.

 

GRAZIELLA BINDOCCI


SILVANA BONDI

 


PAOLO BUTTI

Nato nel 1949 a Figline Valdarno (Firenze) dove tuttora vive. Si è laureato in Materie letterarie presso l'Ateneo fiorentino, discutendo una tesi in Lingua e letteratura italiana, da cui il saggio Fonti ed elaborazione delle fonti nella "Coltivazione" dell'Alamanni (in "Misure Critiche", anno XI, fascicolo 40-41, luglio-dicembre 1981, Napoli, Fratelli Conte). Sempre a Firenze ha frequentato un corso di lessicografia, tenuto da Carlo Passerini Tosi all'Accademia della Crusca, e un corso di perfezionamento “post lauream" presso la Facoltà di Economia e Commercio. Ha insegnato all'Istituto “Marsilio Ficino" di Figline Valdarno (Firenze); da lì è poi passato all'I.T.I.S. “Galileo Ferraris" di San Giovanni Valdarno (Arezzo), Istituto dove attualmente insegna.  Agli anni universitari, alle lezioni di maestri come Sergio Romagnoli e Piero Bigongiari risale la sua passione per la poesia, da cui il libro Il sogno e la speranza, con un pensiero di Mario Luzi e prefazione di Ernestina Pellegrini, prima edizione Firenze, Città di Vita, 2003; seconda edizione, Firenze, Polistampa, 2004 (Opera finalista alla XXII edizione del “Premio Firenze" 2004, seconda classificata alla XII edizione del Premio “Versilia" 2005, finalista alla XV edizione del “Premio Letterario Giusti" 2005). Ha pubblicato anche scritti di storia locale e “La coltivazione" di Luigi Alemanni: genesi, fonti, obiettivi (in “Memorie Valdarnesi", anno CLXIX, serie VIII, fascicolo 2, 2004, Montevarchi - Arezzo, Accademia Valdarnese del Poggio).

 

(da) Il Sogno e la Speranza

Un pensiero di Mario Luzi

Vedo come questi versi sono educati (effetto di buoni studi, di amore per la migliore tradizione moderna che ha elaborato l'antica) e capaci di definire con precisione concetti e situazioni. Versi che fanno onore a chi li ha scritti.

 

(dalla) Prefazione di Ernestina Pellegrini

Credo che ci si debba avvicinare a questo libro di poesie, che sembra appartenere a un altro tempo rispetto alla nostra epoca rumorosa e feroce, più con ignoranza che con sapere letterario...

Rapimento della pienezza, certezza del compimento, tranquilla accoglienza del destino, affetti e dialoghi con gli scomparsi, sono di volta in volta al centro di questo nastro poetico di quasi cento componimenti, un nastro esistenziale che si è svolto nell'arco di almeno trent'anni: il tempo della speranza e della nostalgia.

Caro Butti,

Le sono grato del prezioso dono della Sua poesia: ho subito letto la raccolta con partecipazione e ammirazione per la profonda e pudica religiosità e per le lezioni luminose, fervide, giocose e un poco inquiete della vita. Le sezioni da Al Padre sono bellissime: per il loro tramite molto ho contemplato e imparato, così ottenendo quiete e conforto.

Con molti affettuosi auguri e saluti.

Giorgio Bàrberi Squarotti

QUANDO SU QUESTI GIORNI

Quando su questi giorni

che sono tuoi e miei

il velo scenderà

furtivo

e sempre più

li cercherò lontano,

tu dolce mi sarai

lucerna alla memoria;

ad uno ad uno avranno

ancora

la tua luce.

 

NON SO LA GIOIA CERTO ILLUMINATA
A Carla

Non so la gioia certo illuminata

di cui risplendi nelle braccia il Padre,

già qui sapevi al bene di ogni giorno,

al bene mio fiorire

ed eri lieta ed altro non chiedevi;

non so, troppo travalica il pensiero,

com'è di luce l'esser tuo nel cielo,

ne aveva un tempo forse una scintilla

e come un sole l'anima schiariva;

non so, troppo trascende,

l'amor perfetto di cui sei a parte...

Eppure è bello al cuore immaginar

che tu dall'infinito

ov'ha la vita pieno compimento

domandi di tornar un solo istante,

magari tra i profumi irripetuti

e i palpiti segreti delle fiabe

ancora mie e tue,

ed aspettare ch'io ti venga incontro

e rinnovarmi d'un sorriso il dono.


LORETTA CECCHERINI BOLDI

 

Nata a Reggello, vive a Figline Valdarno. Pittrice, svolge la propria attività nel suo Atelier "Artemisia "a Pian di Scò dove, oltre che dipingere, progetta corsi di pittura,

Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive.



 

LIA ERMINI MOLINARI

Nata a Incisa in Val d'Arno (FI) dove risiede. Diplomata in Ragioneria, ex funzionario di un Ente Pubblico. Dotata di una particolare voce di soprano, ha studiato canto con il maestro O. Tommasini di Firenze, ha fatto parte, anche come solista, del coro della chiesa di S. Francesco a Figline Val d'Arno. Nel 1991 ha partecipato ad un corso di canto tenuto dalla docente del Conservatorio di Firenze, Liliana Poli (sua insegnante privata per tre anni), nel seminario internazionale “Master Classes" organizzato  dalla Scuola Civica Musicale della Città di Vasto (Chieti). In seguito è stata allieva della soprano Keiko Schigethò e della soprano Monica Baglioni, di S. Giovanni Val d'Arno, tuttora sua insegnante. Dal 1994  presta la sua voce nella Schola Cantorum di Incisa in Val d'Arno, all'interno dell'Associazione Culturale “Carmen Campori" della quale è anche socia fondatrice. Nel 1996 ha pubblicato una piccola raccolta di poesie nella collana “Nuovi Spazi “ Edizioni Cartaverde dal titolo “ Tanti Momenti" premiato nel 1998 al 12°  Concorso Letterario Internazionale “ Giovanni Gronchi" indetto dal Circolo Culturale Identità di Pontedera (PI). 

 

Gentile Signora

   Ho trovato il tempo per leggere i Suoi scritti che
 ho assaporato con crescente interesse.
   La ricerca affannosa di un'intesa, il desiderio
 struggente di capire e di essere capiti è il motivo
 ricorrente che emerge da ogni sua parola.
   Le considerazioni e gli sfoghi non sono soltanto
 circoscritti al suo abitat, ma trovano riscontro in
 gran parte dell'umanità. Non si tratta quindi di pen-
 sieri “privati" perché molti, moltissimi, vi si possono
riconoscere.
   Le sono grato per avermi dato l'occasione di una
lettura così intensa e profonda e, nello stesso tempo,
 semplice ed immediata.

 Si abbia molti cordiali saluti.
Guido D'Anna
 (Editore in Firenze)

 

Lia Ermini ha recentemente pubblicato una raccolta di versi “Tanti Momenti"(Guido D'Dnna Editore) e l'ha dedicata al figlio: Per mio figlio non voglio essere una sconosciuta". Per lei dunque la poesia proviene dalla necessità di comunicare, comunicare nel profondo e nella completezza in un contesto non più viziati dall'inquinamento semantico di cui la nostra società, il nostro tempo, è ormai vittima e artefice.
C'è una poesia che mi è risultata appena letta particolarmente significativa ed è “Nascere, vivere, morire": “ In un momento del giorno/guarda la volta del cielo./ Fai poi scorrere lo sguardo/ sulla linea che le montagne/tracciano nel cielo./ E ancora sulle dolci colline/ e sugli effetti donati dal sole./ Raggiungi poi gli sparsi caseggiati/ e infine il grande centro abitato". Sembra qui di vedere un antico calligrafo cinese che dipinge coi tratti rapidi del proprio pennellagli ideogrammi principali della vita e dell'universo; ; il cielo, le montagne, il sole e infine gli uomini, i mortali. Cos'altro c'è di più elementare e insieme di più fondamentale?
Lia Ermini è riuscita a semplificare al massimo, in una sintesi di estrema chiarezza, oltre l'ermetismo, oltre il soggettivismo. Prendiamo poi la brevissima “Anche una pietra geme/ e, un  raggio di sole/ la rende d'argento": è un vero e proprio haiku ovvero uno di quei componimenti della tradizione giapponese in cui il poeta racchiude nello spazio minimalista di soli tre versi, un'illuminazione repentina e totale, che getta luce sulla realtà del mondo spesso opaca e sofferente (Dino Campana diceva: “il panorama scheletrico del mondo"). Qui è la pietra, idea della totale materialità, a risultare vivificata nel contatto prime con il dolore e poi con la luce del sole; la pietra allora diventa d'argento, metallo nobile, simbolo di purezza e di redenzione.
                                               Roberto Riviello
  "VALDARNO" 10-16 dicembre 1996

 

Sabato 10 febbraio presso la biblioteca comunale di Incisa è stato presentato ufficialmente il volumetto “Tanti momenti" di Lia Ermini. Alla presentazione dell'Assessore alla Cultura Gianfranco Mazzotta ha fatto seguito un relazione della Prof.ssa Pinuccia Amodei e la lettura di alcuni brani poetici scelti da Giaele. Non è una raccolta di poesie vere e proprie ma piuttosto una miscellanea di pensieri, di immagini, di riflessioni, accumulatosi negli anni ed ora scelti e riuniti in un “agile volumetto". Graziosa ed elegante anche la veste editoriale curata da Barocci della libreria Cartaverde di Terranova Bracciolini e corredata da disegni di Elena Guidotti.
“Questi miei pensieri – così li definisce l'autrice Lia Ermini nella prefazione – nascono da un disagio personale, dalla difficoltà di stabilire un dialogo, dalla incapacità di comunicare… Io non voglio essere una sconosciuta!". E forse questo bisogno di comunicare  che fa diventare poeta e che, in un certo momento, dà il coraggio di tirar fuori dal cassetto ciò che si è scritto e poi si è  riposto per timidezza o per riservatezza. E' un estremo tentativo di abbattere quel muro di indifferenza e di incomprensione che ci circonda per recuperare quei “valori" che stanno alla base della convivenza e del loro esistere. Padre Turoldo amava elencare le cinque"povertà" che, secondo lui, caratterizzano il nostro tempo: povertà poetica, liturgica, pittorica, musicale e della parola ed era solito affermare: “Nel mondo occidentale c'è scarsa sensibilità per la parola-poesia, che poi è canto, perché c'è sempre più tecnè e sempre meno poesia".

                                                                              A.O.

TOSCANA oggi  - 3 marzo 1996 -

 

Poesie intense e piene di armonia. I momenti quotidiani, sentimenti e situazioni, sono còlti nelle loro variazioni, isolati e resi assoluti senza forzare la loro quotidianità, la loro levità.
Solitudine e rimpianto per ciò che passa, che non può essere, che rimane sconosciuto, sono temi ricorrenti, semplici e forti contemporaneamente, tanto che il lettore li ritrova in se', li riconosce come propri e si meraviglia di trovarli sulla pagina senza eccesso di parole e di analisi, ma essenziali e chiari come difficilmente salgono alla coscienza.
Sig.ra Barlacchi

Firenze 8 febbraio 1997

 

Incisa Vince il premio Gronchi
Un'incisana si è aggiudicata un premio letterario con una poesia. E' Lia Ermini, che ha ricevuto una targa e una pergamena al concorso internazionale “Giovanni Gronchi" che si è svolto a Pontedera, dopo che una sua opera è stata inserita nell'antologia pubblicata dal Circolo letterario “Identità" e assieme a questo ha presentato tre poesie inedite, una di queste è stata prescelta dalla giuria di esperti che ha esaminato centinaia di opere.
                                               "La Nazione" 27 novembre 1998

 

AMALIA ESPOSITO

Nata a Vico Equense (Na) il 28/03/1976. Laureata in Filosofia Politica, vive a Firenze dal 1997. Attualmente collabora con un istituto privato come insegnante di Filosofia e con il quindicinale d'informazione e approfondimento online www.lalente.net

Finalista al fiorino d'oro, Firenze, sezione poesia inedita (2002) con Senzandare;
Segnalata al premio Regello, sezione poesia inedita (2003) per Sole accecante a Marina Grande;
Segnalata al premio nazionale di poesia Iris di Firenze (2005) per Momento d'internamento.
Terza classificata ex aequo al premio nazionale di poesia Iris di Firenze con Frittura & Frittata.


EPOCHE' ALL'ORA DEL CAFFE'

(ricovero di sospensione n.2)

 

Appendo come quadri i sensi
Appesi alle pareti
Un quadro fondamentale d'aria
Nervi stesi pancia all'aria
Aspirare, naturalmente, con il naso
Inspirare, indubbiamente, con la bocca

Butto fuori
Robaccia vecchia
Attorno

Avevo scordato di giocarci
Ghermisco i sensi dal muro

Un due tre stella
Sgombra la mente

Sotto a chi tocca
A me non tocca niente

Caffè & Husserl, sul comodino
Non è esperienza dell'ente
E' evidente
In pratica: un tantino di buonumore
La mattina, il pomeriggio,
talvolta, la sera,
Un due tre stella
Sgombra la mente

Tocca sempre a me
Non far finta di niente

(Pomeriggio cenerino
Il gatto vecchio gioca con le tende
e non sorprende, il canarino)

 

VERA FRANCI RIGGIO

Maremmana di origine, attualmente vive a Figline Valdarno. Lo scrittore Sandro Cassola, suo insegnante, ha svolto un ruolo importante nella sua maturazione letteraria. In qualità di narratrice, ha ricevuto importanti riconoscimenti tra cui: Fiorino d'oro 1996, Premio Montelupo (conferito da Antonio Tabucchi), Premio Marega 1996.

Ha al suo attivo numerose pubblicazioni tra le quali: Bruno Rizzoli. Una presenza importante (Firenze 1989); Se il grano non muore (Empoli 1991); Lettere per un altrove (Empoli 1993); Come arca che naviga (Empoli 1995). Quell'estate del '44 e altri racconti (Florence Art edizioni 2000). Prosegue intensa l'attività di critico letterario che la portano alla parcecipazione ma convegni, incontri, recensioni e dibattiti.

In Polimnia
Aprile - Giugno 2006

QUEL GIORNO A S. MINIATO

Le madri:

nel bene e nel male,

santi o cruderli, profonde come abissi, forti come torri

alte come pinnacoli

come guglie

che uniscono terra e cielo.

Ci sommergono, ci abbandonano, ritornano.

Come la marea.

Eterni.

Se una ne chiami

tutte rispondono.

Come a San Miniato

Quel giorno, quando esplose nel cielo

dietro lo scintillio dei mosaici

il volo chiaro e piumosi degli storni.

Informazione serrata

fendevano come frecce

il grigio delle nuvole:

poi

si aprivano

come boccioli in tenera fioritura;

si aprivano

e ricadevano,

come teneri fuochi d'artificio

come viventi grumi di polline.

Per qualche minuto

il cielo si popolò della loro presenza

le madri.

Erano loro che passavano.

Più alte della gloria dei marmi.

Santi o crudeli,

eterne.

E il sole le illuminava

 

GRAZIA FURFERI

Calabrese di origine, vive in Toscana. Laureata in Storia, ha pubblicato alcuni saggi di gastronomia e cultura popolare. Docente di corsi professionali in qualità di esperta di Turismo Culturale con particolare riferimento alla progettazione di itinerari enogastronomici.

www.cucinacalabrese.org
info@cucinacalabrese.org

 

ILVA GIANNELLINI


Nutrizionista.
Tesoriera e responsabile degli eventi a carattere scientifico dell'associazione Peter Russell, lavora come nutrizionista presso alcuni studi del Valdarno aretino e fiorentino e collabora con lo studio Olimpo di Firenze all'interno di un gruppo di terapeuti della postura, podologia e odontoiatria ( www.studio-olimpo.com ).
Con la sua attività, oltre ad intervenire nel fabbisogno nutrizionale in condizioni di salute normali ed in quelle patologiche, esegue test di mineralogramma per determinare la concentrazione ed i rapporti di tutti i minerali presenti nell'organismo umano inclusi anche i metalli pesanti ( mercurio, piombo, cadmio, alluminio ). Esegue inoltre test di intolleranza alimentare con strumenti bioenergetici quali biotest e lennox ( Biotekna ).
Collabora da anni con ditte di ristorazione collettiva per l'elaborazione di menù adatti a persone anziane e ragazzi.
Ha preso parte per alcuni anni a un progetto, insieme al laboratorio medico e psicologico fiorentino ( LAMPF ), per il sostegno alle persone con disturbi alimentari.
Ha lavorato per cinque anni presso l'Istituto Agronomico per l' Oltremare come esperta associata in un programma di studi del Ministero degli Affari Esteri ed in collaborazione con l'istituto di genetica dell'Università degli studi di Firenze "Microrganismi azotofissatori in associazione con piante di grano e riso.

Di particolare rilievo per la sua formazione sono stati i seguenti corsi: corso semestrale di Qualificazione ed aggiornamento in Nutrizione organizzato dall'Ordine dei Biologi ( delegazione campana );corso di perfezionamento in fitoterapia presso la Facoltà di Farmacia dell'Università degli studi di Siena;corso di formazione per digiunoterapeuti organizzato dall'associazione Scuola della Salute Piacenza;corso di riflessologia del piede presso la Libera Università Italiana di Naturopatia Applicata Via Fuhrmann,74 Luserna San Giovanni (TO).corso di perfezionamento triennale in Tecnologie biomediche e Medicina naturale presso l'Università degli studi di Milano

PUBBLICAZIONI:

Galanti N., Giannellini I., Bazzicalupo M. (1989 ) - Effetti di alcuni ceppi di Azospirillum sulla nodulazione di trifoglio indotta da Rhizobium- Rivista di Agricoltura Subtropicale e tropicale 2: 245-255.
Giannellini I., Bazzicalupo M., Gallori E. (1990 ) - Isolation and characterization of Tn5 induced Azospirillum brasilense mutants alterated in calcofluor-staining- Nitrogen fixation 48:287-288, Kluwer Academic Publishers.

Giannellini I., Mannelli S., Bazzicalupo M. (1990) -Study on the binding of Azospirillum strains to plant tissus- Nitrogen fixation 48: 295- 296, Kluwer Academic Publishers.

Giannellini I., Bazzicalupo M. (1990)- Studi sull'attacco di ceppi di Azospirillum a tessuti vegetali- Rivista di Agricoltura Subtropicale e Tropicale 3: 411-421.

Giannellini I., Bazzicalupo M. (1991)- Caratterizzazione di un mutante di Azospirillum brasilense alterato nella parete cellulare- Atti del convegno Scientifico SIMG/SIBM p. 227 Boera e Minozzi.

Giannellini I. (1999) - Alimentazione corretta: un cibo due età - Segreti e bugie p.59-60 Centro studi LAMPF Firenze.

ANNA MARIA GIGLIO

Palermitana di origine e fiorentina di adozione.

Si è rivelata chiara e valida poetessa dinanzi alla qualificatissima giuria del Premio Casentino (Bo, Piccioni, Vettori) che l'ha segnalata riconosxcendo il valore delle sue comosizioni. Dopo questa affermazione sono venute due vittorie assolute al Premio firenze - fiorino d'oro nel 1985 e il Premio Montecatini- Il Setaccio, nello stesso anno.

Attivissima nel campo della cultura fiorentina, ha pubblicato le raccolte poetiche Eclettico destino e Trasparenze.

(da) Eclettico Destino

ESATTA MISURA

L'assioma della solitudine:

l'unico buongiorno

del mattino

da un casellante assonnato

su una striscia di terra

affollata.

- Sgomento -

mutazione di ritmi

incoscienza di approdi

esatta misura

della libertà pagata

 

COME RUBINO

La mia terra

rimane al sole

di mille bocche

- urlanti -

nell'aria secca e arida

intrisa di dolore.

Immobile, assolata

la mia terra

- urla -

nell'ansito violento

che tutta la percorre

senza posa.

- Urla -

di un silenzio antico

e tutto intorno tace

sempre, ancora.

e tra i silenzi ampi

di notti torride

e limoni in fiore

divampa la sua rabbia

che graffia l'anima

come èpunta di rubino.

 

GIANCARLO GUERRI

Nasce nella campagna intorno a Firenze poco prima della guerra (1936), quando la campagna ha ancora il senso della incantata immobilità.
Bambino, perde la vista giocando con le insidie lasciate dal passaggio del fronte e questo incidente condizionerà la sua vita. La cecità infatti lo spinge a riscattarsi con lo studio e l'affermazione culturale. Per questo obiettivo è costretto a vivere lunghi anni nelle città del Nord (Reggio Emilia e Bologna), poi a Firenze dove frequenta l'Università, infine a Roma, dove si laurea a pieni voti in Lettere con Walter Binni.
La sua attività principale per molti anni è stata quella di insegnante nella Scuola Media Superiore.
In questi anni, inoltre, alterna la passione per la scrittura con la passione per la politica, in relazione alla quale ha ricoperto incarichi istituzionali nella gestione della cultura e nel sociale.
Nell'ultimo decennio ha partecipato ad alcuni concorsi di poesia: a Trento, a Reggio Emilia, a Empoli, a Firenze, a Milano a reggio Calabria (Premio Nosside), mettendosi in luce e vincendone alcune edizioni. Attualmente alterna la sua dimora tra Firenze e Vinci.
Lasciato l'insegnamento, è stato chiamato a dirigere un Circolo culturale dell'Unione Italiana Ciechi di Firenze, dove si dedica attivamente a organizzare spettacoli teatrali e musicali, serate di poesia, momenti di ricreazione, con l'intento di creare un luogo d'incontro e di scambio fra i cittadini per favorire la conoscenza e la comprensione delle reciproche difficoltà e diversità. Negli ultimi due anni, attraverso il Circolo, ha promosso un Premio Nazionale di Poesia, aperto a tutti, che ha ottenuto sùbito un notevole successo.
Anche in questi anni tuttavia non ha mai abbandonato la ricerca letteraria, sia con l'aggiornamento su poeti e narratori, sia con l'esercizio della scrittura, che dovrebbe portarlo tra breve a una nuova pubblicazione

 

Ripiega il tempo su di sé
Girando a ritroso la ruota.
Sacralità della casa,
ventre caldo accogliente
oscure minacce di dissoluzione.
Piena di crolli s'avvisa la fuga,
frana di passi, insidie del buio,
Minaccia l'oscuro che è in noi
spiando insperati ardori.
La tagliola che ha preso il passero incauto
Non lo lascerà volar via,
lo troveremo nell'alba gelida
infreddolito di morte.
Ma la vita chiama a sfogliare segreti
E ha voce di miele
Ti stana dai rifugi precari,
ti porta a scoprirti nudo
negli occhi turbati di desiderio.
E il tempo ritorna sulle strade di sempre
Smemorato a riaccendere
il riso in bocca e il pianto alle ciglia,
torna a incrociare le strade,
a incrociare le vite e a disperderle
senza patire dolore.
Ma il gioco non lascia al loro posto le cose
E se a notte guardi la luna
O senti che la luna ti guarda,
posata sul buio,
affacciata sull'oscuro vortice,
la casa che abiti
non sai riconoscerla,
bagnata dall'alto di fredda luce,
i gatti randagi che accolse
son tutti partiti
insieme alle piccole voci,
alla vita che abiti
non sai dare un nome, un emblema.
E ascolti col cuore che trema
La figlia bambina che prova sul piano
a orecchio una canzone.
Ma il gioco ha disperso le note
lasciandoti solo un'eco
nel silenzio dei posti deserti.

  IVAN
 
A Ivan Karamazov
 
 
         Anch'io come te, la domanda
         che brucia sulle labbra blasfeme
         e il rancore per tanto impietoso amore.
         Correndo nel sentiero dei sambuchi
         insieme ai cuccioli del cane
         e al figlioletto chiaro della capra
         mi raggiunse la sorte
         ed ero come i cuccioli dei miti animali
         ignaro di remote colpe.
         Solo per poche estati ho visto
         le cicale dal turpe viso
         senza paura amandole
         e le ronze dalla corazza di smeraldo.
         Poi si chiuse il creato per sempre
         sopra i miei occhi incantati
         a un sogno in altra vita vissuto.
         E fu da allora oscuro il sentiero,
         oscuro prezzo per l'armonia dei cieli.
         Finisce il tempo della preghiera.
         Aspetto che le ortiche insaziabili
         ricoprano passi e memorie.
         Dove il segreto che si nasconde alle cose,
         al nostro sfinito coraggio?
         Forse accadrà il prodigio,
         in un cantuccio di questa terra antica
         sorpresi tra i sambuchi
         in giochi di bimbi e animali,
         apparirà il miracolo
         recando annunci di future rovine,
         come altre volte in oscuri
         villaggi d'occidente
         a pastorelli visionari,
         di nuovo a figli di contadini d'oriente
         e alle tenere figlie di slavi
         dal grembo sconvolto senza carezze,
         vendute e battute nelle piazze della city.
         Poveri stracci i nostri corpi divini
         dilaniati da venti rabbiosi
         continueremo a onorare il feroce castigo,
         ma a chi darà gioia?
         Da accampamenti di stelle
         con gli occhi pieni di pianto
         mute vegliano sentinelle
         sugli irrevocabili destini.

         Forse il prodigio è tutto dentro il nostro dolore.                           

 

MARISA IANNUCCI

Nata a Ravenna nel 1971, si è diplomata in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Ravenna ed ha studiato Lettere e Filosofia prima a napoli poi a Bologfna dove si è laureata in Lettere Moderne.

Ha esposto in Italia e all'estero opere di pittura, scultura, fotografia. ha vinto il Premio Firenze - fiorino d'argento nel 1999 per la pittura.

E' stata segnalata in numerosi premi letterari ed ha pubblicato la raccolta poetica BLU (Paideia, Firenze 1999).

E' sua la copertina del primo numero della rivista NUOVA MARGINALIA.

 

UMA KOLLER

Nata a Torino nel 1966 da padre austroungarico e madre toscana, vive a Piandiscò. Cultrice appassionata di poeti, scrittori e filosofi di lingua tedesca, in particolare Rudolf Steiner.

Ha pubblicato la raccolta di poesie Reminiscenze (Il Capitello del sole, Bologna 2004) e Canti (2006), presentata alla libreria Edison da Barbara De Mars, vera Franci Riggio e Giuseppina Amodei.

E' stata segnalata al Premio Firenze - Europa "Mario Conti" 2006

(da) Reminiscenze

ENIGMA

Dignitosa è la morte

giunge in silenzio.

Lieve si affaccia sul volto

e a poco a poco

lo sprofonda nel sonno.

Misteriosi accordi divini

inviano lo scuro mantello

che reca freddo e luce

e l'enigma traduce.

Mai prima

mai dopo.

Scende la notte.

Da Angeli l'anima

attende la mano

al Padre vuol far ritorno

ogni spirito umano

 

MAURIZIO MACCABRUNI

Nato a Firenze l'8.11.1955. Ha frequentato il Conservatorio "L. Cherubini" di Firenze, studiando prima Violoncello con il Maestro P.Grossi e successivamente Armonia e contrappunto con il Maestro P. Zangelmi, diplomandosi in Musica Corale e Direzione di Coro al Conservatorio "G. Martini" di Bologna. Dal 1980 è stato docente di Educazione musicale nella scuola media statale nelle province di Trento e Firenze. Dal 1994 al 2000 ha fatto parte come violoncellista dell'Orchestra Sinfonica di Firenze diretta dal Maestro F. Leonetti, dell'Orchestra Amadeus diretta dal Maestro Giovanni Varoli e dell'Orchestra Sinfonica delle Ferrovie dello Stato di Firenze, diretta da Luigi Caproni e di altri gruppi cameristici (Stanze di Orfeo, diretto dal Maestro Parigi). Ha partecipato nel 1985 al Concorso di Composizione Amici della Musica Sorrentina, conseguendo il primo premio per la selezione cameristica con Filer (per 10 violini e uno solista).
Fra le sue composizioni sono state rappresentate in pubblico: Li-keadance, per violoncello solo (Pistoia, Teatro Associazione Culturale Paint Factory, giugno 1997); Ing-rid, per violoncello e pianoforte (Torino, Auditorium Lingotto, maggio 1998).; Elegie, per violino e arpa (Bologna, Sala Mozart, 2° Rassegna "Alfeo Gigli, ottobre 2000). Arembepe per violino e pianoforte (Bologna 2003) Costellazioni del silenzio per flauto,violino, viola, violoncello (Firenze, Aula Magna dell'Universita'di Lettere Novembre 2000).
Altre sue composizioni sono: 2 klavierstuck; Doppelganger (opera cameristica per 15 strumenti); Lied der toten (per soprano e orchestra, su testo di Novalis); Les sons des femmes per soprano, flauto, violoncello e nastro magnetico,Waldeckzsenen (per pianoforte) Sonata per chitarra sola,Sequenza,(per chitarra sola). Attualmente, oltre ad essere attivo come compositore, fa parte come violoncellista dell'orchestra e coro "Desiderio da Settignano" fondati e diretti da Johanna Knauf ed è docente di educazione musicale nella provincia di Arezzo

 

MARIA ESTER MASTROGIOVANNI

Nata a Napoli, vive a Bagno a Ripoli (FI). Insegnante di Lettere nelle Scuole Medie Superiori. Tra le fondatrici, nel 1990, dell'Associazione Donne Insegnanti di Firenze. Ha promosso e partecipato a numerose iniziative insieme con il Comune della provincia di Firenze. Ha collaborato con il Ministero delle Pari Opportunità al progetto transnazionale "Polite" sulle discriminazioni sessiste presenti nei libri di testo scolastici. Ideatrice e promotrice del premio di scrittura creativa In lode ad una donna. Dal 1989 partecipa a corsi di scrittura condotti da Gabriella Fiori. Ha scritto saggi e articole per varie riviste. In collaborazione con Rita Biancalani ha pubblicato il saggio Il dolce Acuto Mare Dello Scrivere (Paideia, firenze, 2004).

 

(da) Il Dolce Acuto Mare Dello Scrivere

La mia città è bellissima. E' come una donna fiera, bruna, dal corpo forte; gli occhi sono nerissimi, ma sembrano due soli. La bocca è carnosa e pronta al sorriso, un sorriso ora dolce, ora sferzante, come di una che nella vita ne ha viste tante, ma nello stesso tempo continua a mantenere l'arte dell'incanto.

Meraviglia di fronte a quel mare, a forma di golfo che di notte, quando l'aria è trasparente per il freddo o una grande pioggia, si accende di mille luci, piccoli animali usciti dalle loro tane per immergersi nel profumo della notte. Un profumo che sa di mare, che sa di pesce, che sa di nafta se troppo vicini a ai grandi battelli in viaggio. battelli che tessono ogni giorno trame precise di rapporti, vie ormai note, ma a volte perturbate da un'onda troppo minacciosa che ne impedisce il viaggio consueto...

Una Signora di antica sapienza ma anche di passioni oscure, inaccessibili a umana comprensione, "fossa oscurissima di sesso"£, che sembra potersi concedere a tutti e invece, per sé soltanto mantiene il suo più intimo segreto.

Puzzolente e profumata, solare e grigia, mendica e sprezzante, questa è per me la mia città, Napoli, una radice della mia vita.

 

LUISA NANNINI DEL CAMPANA

Nasce a Sesto Fiorentino(Firenze) nell'Aprile del 1950 e anche se fin da piccola disegna e dipinge, solo quando conosce personalmente il pittore Dino Migliorini, inizia seriamente lo studio dell'Arte. Importanti le sue vetrate che si trovano in numerose chiese. Ha esposto in vari luoghi d'Italia e all'estero ed ottenuto importanti riconoscimenti.

www.luisadelcampana.com



CLARA NISTRI
Scrittrice

Allieva del poeta Luigi Fallacara e madre del giovane poeta prematuramente scomparso Gabriele Bellucci.

Ha la carica di Tesoriera in U.C.A.I .(Unione Cattolica Artisti Italiani). Fa parte di Associazioni Culturali quali "Camerata dei Poeti", "Novecento Poesia", "Sguardo e Sogno", "Fondazione il Fiore".

E' membro di giuria del Premio Internazionale di Poesia Città Campi Bisenzio (Circolo Culturale La Rocca).

Sue poesie sono state lette in varie manifestazioni pubbliche quali: La donna nella cultura toscana, Giubbe rosse, Pittura e poesia, Associazione autismo, Salotto d'arte Nannelli, Arte e natura (Convento SS. Annunziata, Giornata della Poesia ( 21 marzo, UNESCO).

Tra i premi si ricorda "A. Palazzeschi", "Calcit", "A.N.L.A", "Atheste", "Giardino e dintorni", "Mario Gori".

Ha pubblicato la raccolta poetica La mia notte (Bastogi), presentato a cura del Consiglio Regionale della Toscana (Sala del gonfalone) e a cura dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze (presso l'Auditorium Ente Cassa di Risparmio.

E' presente in Antologie quali: I Poeti dell'Arca (Bastogi), Parole di pace (Polistampa), Poesie d'amore del terzo millennio (Bastogi), Poeti italiani nel mondo (BooK, bilingue)

GIUSEPPE PANETTA

Calabrese di Ferruzzano (RC), nasce nel 1964. Si laurea in lingue e letterature straniere, vive e lavora come insegnante in Toscana. Pubblica il libro di poesie Le Vocali Vissute (Ibiskos editore, Empoli1999). E' presente nell'antologia Terra e Scrittura, Voci dalla Cultura calabrese (Paideia, Firenze 2003). Alcuni lavori in prosa e poesia sono presenti su siti di Stampa Alternativa e Akkuaria. Vince il Premio Viareggio Carnevale 2000 e il premio Iris, Firenze 2004. E' segnalato al Premio Reggello nel 2004. Cultore di poesia giapponese, scrive una silloge di Haiku e di Tanka dal titolo Fiori di U, apparsa interamente sul webe di cui esiste una versione inedita in CD audio con musiche, recitazione e canto. Due testi di poesia fanno parte delle cartelle d'arte Bellamadre (edizioni Il gabbiano, Messina 2002) e Sexy, 2003, opere ideate dal pittore Nunzio Pino.

 

(da) Terra e Scrittura

STAR- -ZIP

Quando le stelle le senti crepitare

Tanto che il torcicollo scricchiola al pari

Sotto la cupola o sopra stellare

Ci si potrebbe immaginare giganti

Ma come guardi la luna con gli occghiali?

Non dovresti anche se ne vedessi due!

Ti si ingrossano le vene sul cranio

Le ultime forze lasciano il corpo e vanno

A sostenere la massa claudicante

Cadere così proprio adesso qui sotto

Quando le stelle le vedi diruparsi

Come se una mano da lassù o quaggiù

Le stesse sbriciolando

 

SILVIA PECORINI

Ha vinto il fiorino d'argento per la poesia inedita al Premio
Firenze - Europa "Mario Conti" 2006





La cura dell'orto

Manca la forza, il coraggio di sentire

come tutto ha un suo corso

che non si brucia in un passo

 

il tempo sta sospeso in un ritorno perfetto fino a quando

il percorso uguale dell'asfalto non si avvicina al porto

 

allora nel marrone umido di sassi e radici

i ginocchi pressati

respira diverso pensiero

si accompagna ai colori

al velluto di certe nuove sementi

 

le geometrie disegnate nei solchi

aprono confini disuguali, netti,

con la buona fatica si allenta recita e imbarazzo

quella cantilena buffa di domande che impiegano il giorno

 

osservo sempre con stupore soddisfatto il poco d'arte

aggiunta a stagioni e tempo

ma non ci sarà cura costante

incerto l'esito di un breve impegno

 

perduto il dono di vuoto che s'affossa nel passo

semplice rincorrere i troppi doveri d'inutilità che intrecciano i giorni

dimenticare la vita risolta che spontanea cresce

coerente solo a se stessa

 

L'incanto viola del mio bimbo


Questo celeste quieto ci solleva

 

la mano arresa mista a sabbia

si incolla con la mia

e raschia il palmo ad ogni passo,

ti macchia il viso umido di rabbia

ora che stanco t'asciughi gli occhi

 

Torni disteso senza conforto.

è quel profumo

il lungo ramo dai fiori viola che ti rapisce

con cui tagli deciso l'aria davanti al nostro passo,

non ragionevoli parole, perentori consigli

 

mi insegni che nella vita hai già i tuoi incanti, le piccole dita ci trascinano,

di fronte a sommessi rumori premi più forte

ti basta

cedi distratto, ma non m'appartieni

 

L'amore non ti ricatta,

lasci che t'avvolga

e in un abbraccio

sudato

rapido poggi suoi miei capelli

sgualciti petalie brevi fili verdi che nella fuga hai rubato.

 

PIERA PISTONO

Docente presso il Conservatorio S. Cecilia in Roma, è pronipote di Guido Gozzano. Sue composizioni sono state eseguite in Italia e in molte parti del mondo.



 

CATERINA RANIERI

Nata in Calabria, vive a Monsummano Terme dove insegna Filosofia ed occupa il ruolo di assessore alla Cultura.

Conduce studi sulla filosofia presocratica, in particolare su Parmenide, Eraclito, Gorgia. Collabora con la rivista Filorosso: si ricorda in particolare il saggio Cesare Pavese al confino di Brancaleone calabro. Ha collaborato alla stesura del volume Scritti in onore di Enzo Misefari (L. Pellegrini, Cosenza 1992) con il saggio Intervista al personaggio. Nel 2002 le viene conferito il Premio Firenze Europa Mario Conti per il saggio Apollineo e Dionisiaco in Cesare Pavese, contenuto nel volume Sotto il gelo dell'acqua c'è l'erba (Ed. dell'Orso, Alessandria 2001, a cura della rivista Levia Gravia. Il volume è insignito del premio Grinzane-Cavour. Il racconto Sémata è inserito nell'antologia Terra e Scrittura, voci dalla cultura calabrese (Paideia Firenze 2003).

 

(da) Sémata

23 ottobre 1907

Ore 5,00

Rocce che erompono dal suolo e si ergono scabre, dure,dotate di antica forza: rocce lavate, prese a schiaffi dal vento, franate, fino a formare timpi e dirupi; rocce che incutono timore, indomite, pronte a voler recuperare un antico decoro, violato da mani blasfeme.

Fu pensando ad esse che decisero il mio nome?

Chi? Mia madre, rude e selvaggia sotto un'aria apparentemente dimessa? Forse

O mio padre? No, troppo pieno di sé per dare importanza a un figlio destinato a sconvolgere i propri piani.

Il nome cela un destino.......

ore 6,30

...Questa terra, queste acque, come nelle favole antiche, si trasformano in nemiche; brutali, uccidono e strappano quello che concedono in momenti di sofferta generosità.

Perché amarle? le devi continuamente combattere, non devi fidarti. Questa natura è terribile: acqua, ventu e focu.

 

ore 21,30

Un tuono enorme, un rumore sordo e un tonfo.

Dov'è la casa?

Dov'è la roccia?

Alle ore 21,30 del 20 ottobre 1907 un terremoto seminò morte e rovina, facendo sprofondare la parte più antica di Ferruzzano.

 

Dedicato a mio nonno Zaccaria Giustino, i cui ricordi hanno permesso di dar voce a Rocco


FRANCESCA TUSCANO

Nasce a Messina nel 1964, da famiglia calabrese. Laureata in Lingua e Letteratura russa e sspecializzata in Didattica dell'italiano per Stranieri, insegna traduzione russo-italiano presso l'Università per Stranieri a Perugia. Si occupa di Storia della Musica russa e italiana, di semiotica russa e di traduzione dall'italiano al russo. Con l'opera Incontro, tratta dal romanzo di Tiziano Scarpa Occhi sulla graticola, di cui scrive il libretto, vince con il fratello Fausto il secondo premio al concorso Johann Joseph Fucks Operkompositionswettberb (Graz, 2003). Nel 2004 pubblica, in collaborazione con Damiano Fiscelli, la raccolta poetica M.Y.T.O. Collabora all'opera di saggistica Bova (Delianova 2005)

 

(da) M.Y.T.O

MEDEA

Dicono che

non fu

amore il tuo,

quello che ti fece staccare l'ascia.

 

Eppure madri

si nasce

più che sorella

o amante.

E il sorriso

perso

nel viaggio,

il pianto

raccolto

nelle mani

che salutavano il fratello

erano

ancora vivi

nei tuoi occhi

chiusi

per i figli

che ti avrebbero maledetto.

 

Fu amore il tuo

Davvero.

 

 

(da) Terra e Scrittura

VUA

Nei paesi dove le spine odorano di donna

chi non sa della pietra bruciata

dal sole il silenzio e degli occhi di capra

non vada

a cercare tramonti di acqua

e di cielo. Nella terra

si trova la serpe, che aspetta,

le agavi e gli

oleandri

ingannati dall'acqua del mare.

 

La gente ha occhi di pietra,

di sole, di sangue

di terra e solitudine.

 

Talvolta incontri una donna che è spenta,

un uomo ubriaco, uno sguardo

di idiota.

Gli olivi, enormi, non sanno giustizia.

 

Ma negli occhi seduti,

nell'ora più calda, davanti alla casa,

di fronte alla strada

svuotata dal sole

ritrovi l'antica tristezza del Tempo.

 

Nei paesi di roccia e di mare

da sempre si sa e si impara

che il silenzio non a caso nasce

tra il sole è la calce

spaccata dei muri,

nell'ora più lunga.


ROSETTA E ANTONIETTA ZACCARI

Sorelle, dirigono un centro estetico e un laboratorio per acconciature di capelli.


 

 



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